
A Urgup, Goreme e Zelve, città della Cappadocia, i due strati di lava provenienti dai crateri di Erciyas e dell’Hasan sono stati erosi in mondo tale che i blocchi duri di uno, sono serviti da letto al basamento dell’altro, formando degli straordinari “comignoli delle fate”. Già nella preistoria, le comunità troglodite avevano ricavato dal tufo alloggi, caverne, ricoveri; poi gli stessi luoghi, prediletti per il loro isolamento, divennero il rifugio dei mistici orientali, anche se solo con il Cristianesimo la Cappadocia entrerà in un’atmosfera di fervore religioso.
Da Urgup a Nevseir, gli uomini, scavando la polpa spugnosa del tufo, hanno creato celle, piccoli santuari e chiese e le pitture rupestri che decorano l’interno di molte di esse costituiscono un ricchissimo patrimonio artistico, soprattutto dell’arte paleocristiana e bizantina classica. Per ammirare i panorami mozzafiato dei “Camini delle fate” , è consigliabile una trasvolata a bordo delle mongolfiere, per cogliere appieno lo splendore dei capolavori della Natura, che ci danno la sensazione di essere atterrati in un altro pianeta. Ma la Cappadocia è anche molto ricca di storia…storia che inizia con gli Ittiti e la ricchezza delle grotte nel territorio, che servirono da riparo e nascondiglio durante le numerose invasioni che interessarono il territorio, è un’ispirazione per l’arte murale che è arrivata fino a noi grazie ai luoghi protetti.
