
In Argentina le aziende agroalimentari sono più forti delle leggi nazionali di difesa dell’ambiente. Oltre diecimila ettari di bosco sono in corso di disboscamento nonostante esista una legge di protezione ambientale di questi territori, per la piantagione intensiva di grano e soia. Si tratta di terre ubicate nell’Argentina del nord, nella provincia di Salta, dove sono presenti territori montani vergini dove vivono contadini e comunità indigene wichi. Le imprese dell’agroalimentare sono riuscite ad aggirare la legge grazie a dei buchi normativi, ed hanno fatto firmare firmare ai singoli contadini dei contratti in cui a cambio del disboscamento gli vengono concessi alcuni ettari di territorio per i loro pascoli. Peccato che le dimensioni dei pascoli siano enormemente inferiori al necessario, cosa che i locali non sanno per l’elevato analfebetismo che regna in quelle zone (molti di loro firmano usando l’impronta digitale non sapendo scrivere). Un inganno dunque che, come successo in altre zone, li costringerà ad abbandonare le loro terre dopo poco tempo.
La distruzione dei territori vergini in Argentina avanza inesorabilmente da anni. Secondo la facoltà di Agronomia dell’università di Buenos Aires dal 2008 ad oggi nella provincia di Salta sono stati disboscati 358.723 ettari, 112.000 dei quali in zone che dovevano essere protette. L’Argentina cerca di aumentare il suo potenziale industriale attraverso l’esportazione massiccia di grano e soia, cosa che però richiede enormi territori (sottratti ai boschi) ed un intenso utilizzo di pesticidi e fertilizzanti che impoveriscono il suolo ed hanno effetti collaterali sulle popolazioni locali, sulla biodiversità, sulla qualità delle acque di falda.
Recentemente una battaglia contro la Monsanto, che voleva impiantare uno stabilimento di produzione di OGM nei pressi di Cordoba, è stata vinta dai cittadini locali come spiegato in questo articolo. La produzione massiccia ed industriale di prodotti agricoli continua a mostrare dunque tutti i suoi limiti e contraddizioni, oltre a cambiare radicalmente i territori e la vita delle popolazioni locali.