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Dopo la grande nevicata sul nord-est degli USA sfonda il grande gelo, termometri prossimi ai -30°C fra Maine e Vermont
Il 2014 esordisce all’insegna del gelo intenso tra l’area dei Grandi Laghi ed il nord-est degli Stati Uniti. In queste ore, una larga fetta degli USA centro-settentrionali, è investita dallo scivolamento di un intenso blocco d’aria gelida, d’estrazione artico canadese, partorito dalla regione polare. La massa d’aria gelida, contraddistinta da un nucleo gelidissimo che ha raggiunto valori prossimi ai -35°C a 850 hpa (circa 1300 metri) sopra gli stati canadesi del Manitoba e l’Ontario, di origine artica, per merito della congeniale configurazione che si è venuta a scavare sul continente nord-americano, nel giro di appena 24 ore, è riuscito a raggiungere l’area dei Grandi Laghi, per traslare successivamente in direzione delle coste del New England. Lo scivolamento di questo vasto nucleo di aria molto gelida, fino al territorio degli States, è stato agevolato dallo sviluppo, lungo la West Coast, di un solido promontorio anticiclonico di blocco che si è proteso con il proprio asse principale fino all’Alaska. L’erezione fin verso l’Alaska di questo blocco anticiclonico, alimentato dall’isolamento di un “CUT-OFF” sul Pacifico settentrionale che ha richiamato aria molto tiepida, d’estrazione sub-tropicale marittima davanti la West Coast, ha permesso agli elementi più settentrionali di questo blocco anticiclonico di congiungersi, all’altezza dell’Alaska, con una cellula anticiclonica dinamica, andata in “CUT-OFF”, che nelle settimane precedenti si era isolato sopra il mare di Beaufort, in piena zona artica.
Si è venuta cosi a formare una estesa impalcatura anticiclonica, distesa lungo la West Coast e l’Alaska, che ha meridianizzato il flusso principale all’altezza dell’area canadese, favorendo la discesa del vasto blocco di aria gelida presente sopra il Canada centrale. Quest’ultimo, difatti, è scivolato lungo il bordo più orientale del promontorio anticiclonico che si è localizzato sulla West Coast, versandosi sopra l’area dei Grandi Laghi e lungo le coste del New England, dove l’aria gelida, di matrice polare, è stata intercettata da una circolazione depressionaria extratropicale, che tende a muoversi in direzione del Quèbec. Questo ciclone extratropicale è stato alimentato, lungo il suo bordo più occidentale, dalla discesa delle masse d’aria molto gelide, che dall’Ontario sono scivolate verso il nord degli States, invadendo gli USA nord-orientali, con forti e freddi venti nord-occidentali che stanno dispensando delle nevicate, anche a carattere di “blizzards”, fra Massachusetts, New Hampshire, Vermont, Delaware, New Jersey, Maine e stato di New York, risultato fra i più colpiti. Entro le prossime 36-48 ore il profondo ciclone extratropicale, caratterizzato da una grande “baroclinicità” a tutte le quote, dopo essere transitato davanti la Nuova Scozia si avvicinerà all’isola canadese di Terranova, apportando su queste delle nevicate diffuse, di debole e moderata intensità, pronte ad essere accompagnate da venti intensi, a tratti anche tempestosi da O-NO e Ovest in Nuova Scozia, dove si potrebbero generare anche dei temporanei “blizzards”.
Sulle coste di Terranova i venti, piuttosto sostenuti, si disporranno principalmente dai quadranti orientali, con una intensa componente da NE sul Quèbec orientale e lungo la penisola del Labrador, dove la ritornante umida (legata al fronte occluso) proveniente dall’Atlantico darà origine anche a delle nevicate diffuse su buona parte del comparto canadese orientale, per lo sviluppo di una “Cold Conveyor Belt” piuttosto estesa sul bordo settentrionale del profondo sistema depressionario. Oltre ai venti intensi l’area depressionaria, piuttosto profonda, riuscirà ad apportare delle nevicate insistenti, che potrebbero risultare anche abbondanti fra l’area di Terranova e il Quèbec sud-orientale. Intanto la neve che ha coperto gli stati degli USA centro-settentrionali, dall’area di Minneapolis fino al Maine, determinerà un brusco raffreddamento su tutti gli USA centro-settentrionali, acuito dall’effetto “Albedo” e dal forte irraggiamento indotto dalle rapide schiarite (cieli limpidi ad ovest dell’area depressionaria in allontanamento verso l’Atlantico) e dalle lunghe nottate di Gennaio.
I termometri nei prossimi giorni, sia per l’avvezione gelida che per l’effetto “Albedo”, subiranno un crollo piuttosto brusco, con minime anche sotto i -10°C -15°C negli stati nord-orientali, fra North e South Dakota, Wisconsin, Minnesota e Massachusetts. Nei bassi strati si isolerà il primo “cuscino d’aria gelida” (il cosiddetto “lake cold”) che spianerà la strada a nuove intense nevicate, nel corso delle prossime settimane. In grandi metropoli, come Chicago e Boston, la prossima notte sarà particolarmente gelida, con i termometri che scivoleranno al di sotto del muro di -10°C -12°C. Ma il muro dei -10°C, nel corso della prossima notte, con l’attenuazione della ventilazione da O-NO e NO, verrà sfondato anche a New York, nell’area della City. Quella attesa potrebbe essere la nottata più gelida dell’anno. Ma i picchi di gelo estremo si dovrebbero raggiungere proprio nell’estremo nord-est degli Stati Uniti, nelle aree più interne fra stato di New York, Vermont e Maine, dove ci potrebbero scappare persino i primi -28°C -30°C di stagione, fino a bassissima quota. Al momento fra i valori più bassi spiccano i quasi -28°C raggiunti da Morrisville, nel cuore del Vermont, mentre nel vicino Maine si segnalano i primi picchi sui -26°C -27°C, acuiti dall’effetto “Albedo” indotto dai terreni pesantemente innevati.