
Lo scivolamento, in moto semi-retrogrado, di questo blocco d’aria gelida artica marittima, in direzione della Lapponia e della penisola Scandinava, è coadiuvato dalla traslazione di una profonda circolazione depressionaria extratropicale in direzione della Russia europea settentrionale. Questo profondo ciclone extratropicale a carattere freddo, pur iniziando la fase di colmamento, con un ampia occlusione nei bassi strati che dispenserà nevicate diffuse, di debole e moderata intensità, su gran parte della Russia europea settentrionale, presentando un minimo barico al suolo sotto i 994 hpa ad est della città russa di Arcangelo, riuscirà ad aspirare lungo il suo bordo settentrionale un flusso di aria particolarmente gelida, d’estrazione artica, facente capo all’ampia circolazione ciclonica legata al “lobo” siberiano del vortice polare, attivo a ridosso delle coste artiche della Siberia centrale. Questa depressione posizionata sul nord della Russia europea, per mezzo della sua intensa forza centrifuga, ben collaudata a tutte le quote, sarà in grado di richiamare questo significativo blocco di aria gelida che dalla Novaja Zemlja e dal settore più meridionale del mare di Barents si muoverà verso il nord della Carelia e la Lapponia, attraverso la sostenuta ventilazione da NE e N-NE, attiva sul margine nord-occidentale di questa ampia struttura depressionaria.
In città come Helsinki, Tallin e Stoccolma si sperimenterà un po’ di freddo, con i termometri pronti a scivolare sotto i -7°C -9°C nel corso della serata di lunedì. Helsinki potrebbe scivolare sotto i -10°C -11°C. Oltre al freddo, le correnti gelide da Nord e N-NO, scalzando verso l’alto l’aria più temperata e umida preesistente negli strati più bassi, fra il golfo di Botnia, golfo di Finlandia e mar Baltico, favoriranno anche la formazione di una nuvolosità bassa che potrà dare la stura a delle nevicate di debole e moderata intensità che interesseranno la Svezia centro-meridionale, la Finlandia meridionale e le Repubbliche Baltiche. Su quest’ultime, visto i contrasti termici con l’aria decisamente più mite di lontane origini oceaniche, da Ovest e O-NO, che scorre sul settore più meridionale del mar Baltico, si formeranno degli annuvolamenti cumuliformi un po’ più compatti che potranno dare la stura a nevicate di moderata intensità, inframmezzate da locali e brevi rovesci di neve che colpiranno soprattutto le coste dell’Estonia, la Lettonia e la Lituania, imbiancando buona parte delle città affacciate sul Baltico. Proprio fra sud della Finlandia, Estonia, Lituania e Lettonia per buona parte della settimana i cieli rimarranno molto nuvolosi o coperti, con associate nevicate di debole e moderata intensità che a tratti, potrebbero assumere anche carattere di rovescio fra Estonia, Lituania e Lettonia.
Le precipitazioni nevose lungo il Baltico verranno incentivate dall’ingresso, fra Germania, Polonia, Danimarca e Svezia meridionale, di diversi sistemi frontali di origine atlantica che si spingeranno verso il Baltico, raggiungendo pure l’Estonia, la Lituania e la Lettonia. Qui questi sistemi frontali oceanici intercetteranno il flusso di aria molto fredda che dalla penisola di Kola e dalla Lapponia scivola verso il mar Baltico, mantenendo il campo termico su valori al di sotto dei +0°C a livello del mare, favorendo cosi l’avvento delle precipitazioni nevose fino a quote pianeggianti. Le nevicate si spingeranno fino alla Bielorussia, il nord dell’Ucraina e la Russia europea occidentale. Ma il vero gelo artico s’impadronirà della Lapponia e della Carelia settentrionale, raggiunte nelle prossime ore dal nucleo principale di questo blocco di aria gelida che si dirige verso il nord della Scandinavia penetrando con una sostenuta ventilazione da N-NE che dal mare di Barents, attraverso la penisola di Kola e il mar Bianco, si spingerà verso il cuore della Lapponia, per poi scivolare fra la Svezia e la Finlandia. Intanto già in queste ore, sul territorio lappone, il graduale ingresso dell’aria gelida sta determinando un brusco calo dei valori termici, con i termometri pronti a fiondarsi sotto la soglia dei -25°C -30°C.
Le masse d’aria gelida in quota, essendo molto pesanti, si depositeranno al di sopra di un solido “cuscino d’aria gelida” già preesistente nei bassi strati, a seguito del marcato innevamento del suolo lappone che produce un intenso effetto “Albedo”. In alcune località della Lapponia svedese si segnalano i primi picchi di gelo, al di sotto dei -35°C. A Nikkaluokta è stata registrata una minima di ben -36.8°C, seguita dai -35.8°C di Kvikkjokk Arrenjarka. Nella Lapponia finlandese spiccano i -34.4°C toccati a Muonio, dove peraltro, dopo le persistente nevicate dei giorni scorsi, il manto nevoso ha raggiunto una altezza di ben 56 cm. Non sono da meno neppure i -33.9°C registrati a Sodankyla Vuotso, dove il manto nevoso presenta uno spessore di 65 cm, abbastanza abbondante. Fra domani e martedì, con il passaggio del nucleo centrale di questo blocco di aria gelida, in gran parte della Lapponia, grazie anche al forte irraggiamento notturno agevolato dall’indebolimento della ventilazione settentrionale, i termometri faranno registrare un ulteriore diminuzione, arrivando a sfiorare, in alcune aree della Svezia settentrionale e del nord della Norvegia, il muro dei -39°C -40°C. Gelo che in Lapponia potrebbe persistere fino all’ultima decade del mese di Gennaio, mantenendo un campo termico al di sotto delle medie stagionali per più di una settimana.
