A 5 km dalla città di Siem Reap, nel nord della Cambogia, sorge il complesso dei templi di Angkor, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 92’, che non è un semplice sito archeologico con straordinarie rovine, ma il cuore dell’Impero Khmer, che per oltre 500 anni fu una delle più grandi potenze del sud-est asiatico. Nell’età dell’oro i suoi sovrani dominavano gran parte dell’area e le dinastie di imperatori che si susseguivano facevano a gara per costruire templi sempre più maestosi.
Sconfitti dai thailandesi, che avevano già saccheggiato Angkor meno di un secolo prima, nel 1431 i Khmer conobbero la rovina e per oltre 400 anni dopo il saccheggio Angkor fu vittima dell’oblio, nascosta dalla vegetazione tropicale e sepolta dagli alberi. Immerso nel groviglio della giungla, nelle sue spettacolari sfumature di verde, tra sconfinati campi di palme, si trova Angkor Wat, che tradotto in lingua Khmer significa “Tempio della Città”, consacrato in origine al dio Vishnu, dio della conservazione e della protezione, solitamente rappresentato seduto o meditando su una foglia di loto. Nel XIV o XV sec., il tempio fu convertito al Buddhismo Theravada, restando tale fino ai giorni nostri.
Negli anni 70’, quando i gimeri rossi presero il potere con la forza, distruggendo parte di ciò che ricordava la cultura del Paese e uccidendo gli intellettuali, il tempio Angor Wat fu preservato. L’entrata posta ad ovest, come negli edifici funerari, lascia propendere per l’ipotesi che sia stato costruito per venerare il re dopo la sua morte. Ha una forma rettangolare, misura circa 1,5 km sul lato che va da ovest ad est e 1,3 km da nord a sud. La struttura è racchiusa da un muro perimetrale lungo 3,6 km ed è circondata da un fossato al cui interno ci sono 3 gallerie rettangolari posta l’una sull’altra, mentre nel mezzo del gigantesco edificio si stagliano 5 torri. Il maestoso templio è stato fatto costruire dal re Suryavarman II (1113-1150), il quale ordinò che la sua costruzione partisse contemporaneamente dai 4 lati. Esso è il principale esempio dello stile classico dell’architettura Khmer, è armonico, ricorda le strutture degli antichi Greci e Romani.
I principali blocchi visibili sono in pietra arenaria e tra gli elementi architettonici spiccano: terrazze cruciformi che appaiono lungo l’asse principale del templio, torri ogivali a forma di bocciolo di loto, semi-gallerie per ampliare i corridoi. Altri elementi, invece, si sono purtroppo persi a causa dello scorrere inesorabile del tempo e dei saccheggi: gli stucchi dorati sulle torri, le dorature dei bassorilievi, i pannelli in legno dei soffitti e delle porte. Angor Wat, templio simbolo della Cambogia che appare sulla bandiera nazionale Cambogiana, fa parte di un complesso di templi Khmer, tra cui: Angkor Thom, il tempio di Bayon, Banteay Srei. Il nucleo centrale è costituito da circa 72 templi principali e da moltissimi secondari,mentre l’area totale di Angkor si estende per circa 400 km quadrati, con migliaia di templi, molti dei quali in rovina. Il periodo migliore per visitare l’intero complesso e vivere più intensamente la magia del posto è durante il monsone bagnato, quando l’afflusso di gente è minore, il clima è più umido ma meno caldo ed i prezzi sono più bassi.