Il recupero della via d’acqua di 200 chilometri che univa la sponda svizzera del Lago Maggiore a Milano, passando per il Ticino e il Naviglio Grande, è quasi realtà. L’ultimo ostacolo importante è la diga di Porto della Torre, ma i lavori da oltre 13 milioni di euro per la realizzazione di una chiusa che permetta alle barche di superare il dislivello, sono stati finanziati e finiranno nel 2016. Nel frattempo però c’è l’Expo 2015 e anche se l’opera non sarà completa in tempo i turisti potranno comunque inziare a provare l’itinerario, a condizione di cambiare imbarcazione un paio di volte.
I turisti partiranno da Locarno (Svizzera) a bordo dei battelli di linea che fanno già tappa in tutte le principali località del Verbano. Una volta arrivati ad Arona, sulla costa piemontese, saliranno su imbarcazioni più piccole, lunghe tredici metri e larghe cinque. Sono le dimensioni massime per passare attraverso la prima chiusa, quella della Miorina, dove il Lago Maggiore confluisce nel Ticino. Il viaggio proseguirà fino a Porto della Torre e sotto la diga si troverà un’imbarcazione a propulsione ibrida da 40 posti che porterà i turisti fino a Milano.
“Si potrà così completare il percorso tornando così al 1.400 quando si navigava tranquillamente in queste acque” ha evidenziato Marco Avanza, presidente dell’ente piemontese Parco del Ticino Lago Maggiore. Un riferimento quantomeno alla rotta dei barconi che per secoli hanno portato a Milano la sabbia e il marmo necessari alla costruzione del Duomo. A metà strada i turisti troveranno anche un nuovo ostello affacciato sulla diga del Panperduto che sarà inaugurato a marzo dal presidente lombardo Roberto Maroni, una rete di piste ciclabili e il Museo delle acque italo-svizzere. La barca da 40 posti che porterà i turisti a Milano è stata battezzata Lovemi, usando le iniziali di Locarno, Venezia e Milano, per auspicare che in futuro l’itinerario possa proseguire lungo il Po fino alla città lagunare.
