
Il ponte, realizzato in ferro e costituito da 5 archi, è stato completato nel 1869, in sostituzione del vecchio precedente ponte in pietra a pedaggio; venne inizialmente chiamato “William Pitt Bridge”, in onore del primo Ministro e, per far fronte all’enorme mole di traffico da smaltire, è stato allargato tra il 1907 e il 1910. Grazie ai lavori promossi dalla società Solarcentury, sulla sommità del ponte sono stati installati ben 4.400 pannelli fotovoltaici, mentre la First Capital Connect, che gestisce la stazione di Blackfriars, si augura che i risultati salvaguardino l’ambiente, riducendo le emissioni di carbonio di 511 tonnellate annue, diminuendo in questo modo nettamente l’impatto del traffico e compensando le emissioni provenienti dalle reti stradali e ferroviarie nel sud-est dell’Inghilterra.
Il ponte solare, perfettamente integrato nell’architettura londinese, trasporta ogni giorno migliaia di pendolari, dal sud di Londra, alle stazioni più frequentate; rappresentando il nuovo biglietto da visita della città, che si impegna a diventare totalmente ecosostenibile, facendo conoscere al mondo intero le sue strategie ambientali. Il ponte fotovoltaico è eccezionale non solo perchè il più grande che sia stato mai realizzato, ma anche poichè soddisfa fino a metà del fabbisogno energetico della stazione, dato che si estende su una superficie di 600 metri quadrati e produrrà circa 900.000 kWh all’anno. D’altro canto, se i treni elettrici sono la forma di trasporto pubblico più verde che esista, il tetto solare rende il viaggio ancora più sostenibile, trasformando il volto della stazione e, essendo visibile a chilometri di distanza, vuol quasi sugellare la conversione londinese verso la totale ecosostenibilità.
Inaugurato a Londra il ponte fotovoltaico più grande del mondo per ridurre le emissioni di CO2 [FOTO]
