Italia sott’acqua per colpa di un poderoso anticiclone nell’Europa dell’est: adesso il forte maltempo si sposta al sud

02Ormai non è più una coincidenza se in pieno inverno ci troviamo a fare i conti con configurazioni bariche di blocco, tipiche per i mesi di Ottobre e Novembre. Il pattern è tipicamente autunnale, tanto che le masse d’aria miti, sub-tropicali continentali, provenienti dall’entroterra algerino e libico, continuano a farla da padrone anche sull’Italia, scacciando le masse d’aria di natura polare verso latitudini più alte. Il poderoso blocco anticiclonico presente fra Russia europea, Ucraina e mar Nero, con massimi barici che superano i 1055 hpa (si tratta di valori pressori veramente significativi) nel sud-ovest della Russia europea, sta continuando ad alimentare l’impetuoso flusso sciroccale che ormai da oltre 36 ore investe le regioni meridionali, ed in particolare Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia, incrementando ulteriormente lo squilibrio barico fra Mediterraneo orientale e Mediterraneo centrale. Tale squilibrio barico, piuttosto marcato, è all’origine dei forti venti di scirocco in atto su gran parte dell’Italia meridionale, con burrasche in atto sullo Ionio, e lungo le coste della Sicilia nord-orientale, Calabria ionica, bassa Basilicata e Salento, dove ormai il vento da SE spira con raffiche che superano punte di oltre i 70 km/h, mentre localmente si raggiungono picchi di oltre gli 80 km/h. Ma il poderoso blocco anticiclonico presente sull’est Europa, ora supportato in quota dall’aria molto mite, d’estrazione sub-tropicale continentale, che esce dall’entroterra desertico libico, sta anche contribuendo a bloccare il flusso perturbato principale che entra dal vicino Atlantico, bloccando l’intera onda ciclonica, appena penetrata sul bacino centrale del mar Mediterraneo, sulla medesima longitudine.

Ciò significa che il sistema frontale che accompagna la saccatura semi/stazionerà per diverso tempo sull’Italia, apportando nuovi carichi di pioggia veramente significativi, soprattutto sulle regioni del centro-nord. Ed in modo particolare fra Lazio, Toscana, alto Veneto e Friuli, dove le precipitazioni, continue e battenti, verranno localmente esacerbate dal “forcing” orografico esercitato dagli Appennini e dalle Alpi centro-orientali nei confronti dell’umidissima e tiepida ventilazione meridionale, che continua a pompare masse d’aria miti, ma molto umide, ben marittimizzate fra Tirreno e Adriatico. Precipitazioni che inserite nell’avvezione calda pre-frontale stanno già producendo un notevole innalzamento dello “snow line” che scaricherà neve a “badilate”  in quota, sopra i 700-800 metri, specie sulle Dolomiti, mentre poco più giù pioverà in modo ininterrotto. In sostanza li dove nei giorni scorsi è caduta tanta neve a bassa quota ora rischia di piovere, tanto che gran parte della neve caduta rischia di essere fusa molto rapidamente, favorendo il repentino aumento della portata della maggior parte dei bacini idrografici che attraversano le nostre regioni settentrionali, specie quelli compresi fra Veneto, Emilia e Friuli. I forti rovesci e i temporali che dalle prime luci dell’alba continuano a martellare vaste aree della Toscana e il Lazio centro-settentrionale, determinando vasti allagamenti e il rapido incremento dei principali bacini idrografici delle suddette regioni, invece sono originati da una linea di confluenza venti nei bassi strati, fra gli intensi e umidi venti da SE con le più deboli correnti da N-NO e Nord, in discesa sul Tirreno occidentale. Tale confluenza venti, nei bassi strati, sta esacerbando un “forcing convettivo” sul medio Tirreno, che sta generando i persistenti rovesci che risalgono in direzione di Lazio, Umbria occidentale e Toscana, dove piove in modo ininterrotto da oltre 12 ore, e continuerà a piovere per almeno altre 24 ore, anche se con pause più o meno prolungate.

E nelle prossime ore il maltempo coinvolgerà le regioni meridionali, in particolare i settori ionico di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, direttamente investiti dall’umido flusso “baroclino” sud-orientale che ammasserà un ingente quantitativo di nubi che nel corso delle prossime ore daranno la stura a frequenti precipitazioni, che bersaglieranno l’intera area ionica. Qui la situazione degenererà ulteriormente nel corso della prossima notte, allorquando la ciclogenesi in fase di sviluppo fra la costa tunisina settentrionale e il Canale di Sicilia, sottovento all’asse della saccatura avanzante da ovest, comincerà a migrare verso nord-est, spostandosi con l’annesso sistema frontale e l’ampia occlusione in direzione del medio-basso Tirreno e dell’Italia centro-meridionale. Lo spostamento della ciclogenesi verso il medio-basso Tirreno spingerà l’ampia occlusione in direzione delle regioni centrali, mentre sulle regioni più meridionali insisterà ancora l’umido e tiepido flusso sciroccale, da SE, che verrà sovrastato in quota, nella media troposfera, da infiltrazioni di masse d’aria sempre più fredde, da SO, provenienti dal nord Atlantico, che inaspriranno il “gradiente termico orizzontale”, specie sull’area ionica, imprimendo un notevolissimo “forcing” dinamico che agevolerà la formazioni di imponenti annuvolamenti cumuliformi. Alcuni di questi saranno capaci di evolvere in “Clusters temporaleschi” che daranno la stura a forti rovesci di pioggia e temporali, che fra la tarda mattinata ed il pomeriggio di domani colpiranno la costa ionica messinese, il reggino ionico, il catanzarese e il crotonese, apportando significativi quantitativi pluviometri, anche superiori ai 150-200 mm, data la somma del “forcing” dinamico e del “forcing” orografico (soprattutto sulla Calabria ionica).

Fenomeni che a tratti assumeranno anche carattere di nubifragio. Solo dalla serata di domani un miglioramento si inizierà a vedere fra Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sicilia occidentale, dove si apriranno delle schiarite. Il maltempo sulle regioni meridionali, purtroppo, insisterà fino a domenica su gran parte delle regioni meridionali. In particolare i settori ionici che continueranno ad essere investiti da una circolazione “baroclina”, da SE, piuttosto intensa sullo Ionio, che continuerà a convogliare masse d’aria molto instabili che alimenteranno l’instabilità convettiva sullo Ionio, causa la somma del “forcing” dinamico e del “forcing” orografico (creato dai rilievi della Sicilia orientale, Calabria ionica e Basilicata meridionale), determinando su queste continue piogge e rovesci che si attenueranno solo a partire dal pomeriggio di domenica, quando l’intero sistema frontale traslerà lentamente verso levante. Dalla serata di domenica, però, l’avvicinamento di un nuovo sistema frontale dall’Atlantico settentrionale, produrrà un nuovo peggioramento che coinvolgerà dapprima le regioni di nord-ovest e la Liguria, per estendersi alla nottata successiva su Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio, dove giungeranno nuove nubi che porteranno altre precipitazioni, che risulteranno nevose sulle Alpi occidentali, dove nevicherà fino a bassa quota. Questa perturbazione oceanica dovrebbe risultare meno intensa e più veloce, ma al contempo ad inizio settimana riuscirà a dare la stura ad altre piogge significative sui settori tirrenici.