Una parte del vasto blocco di aria molto gelida, di diretta estrazione Artica, sceso sopra gli Stati Uniti centro-settentrionali, nelle prossime ore riuscirà a scivolare verso il Golfo del Messico, portando freddo e temperature largamente sotto le medie stagionali anche fra Mississippi, Louisiana, Texas e Messico orientale. La discesa delle masse d’aria molto fredde, scivolate nei giorni precedenti sopra le grandi pianure centrali degli Stati Uniti, sarà accompagnata dall’attivazione di una intensa ventilazione da Nord, che dagli stati del Texas e dalla Louisiana si dipanerà sul su tutto il Golfo del Messico, con una ventilazione a tratti anche forte, che raggiungerà l’intensità di burrasca nel tratto di mare a nord della penisola messicana dello Yucatan. Gli intensi venti da Nord e N-NE, che espelleranno una parte dell’aria fredda polare dagli States, raggiungeranno nel corso della serata il Banco di Campeche e le coste settentrionali della penisola dello Yucatan, con una forte e fredda ventilazione settentrionale che determinerà un brusco calo delle temperature su tutta l’area costiera del Messico orientale, fino alle coste del Belize. Sulle coste settentrionali dello Yucatan, cosi come lungo la baia di Campeche, i venti da Nord e N-NE diverranno impetuosi, spirando con raffiche capaci di toccare punte di oltre i 60-70 km/h.

La forte ventilazione da Nord, ampliandosi a tutta l’area del Golfo, costruirà un “Fetch” piuttosto esteso, dalle foci del fiume Mississippi allo Yucatan, che agevolerà lo sviluppo di un moto ondoso piuttosto consistente, specie sul settore più occidentale del Golfo del Messico, con onde di “mare vivo” alte anche più di 3-4 metri che determineranno delle mareggiate a tratti intense lungo coste settentrionali dello Yucatan. Le ondate provenienti da Nord, muovendosi sopra i bassi fondali del Banco di Campeche, si romperanno in modo tumultuoso, rendendo proibitiva la navigazione marittima per le piccole imbarcazioni. L’aria fredda, di origine artica continentalizzata sopra le innevate praterie statunitensi, raggiungendo il Golfo del Messico e lo Yucatan avrà il merito di provocare un rimescolamento delle masse d’aria a tutte le quote, scacciando la calura che da mesi preesiste in piena area tropicale (data la totale assenza di fronti freddi da Nord in tutta l’America centrale, dove prosegue il lungo periodo di caldo sopra le medie stagionali). Ma alcune infiltrazioni di aria fredda riusciranno ad aggirare gli imponenti rilievi della Sierra Madre del Sud, sfondando anche lungo le coste messicane che si affacciano all’oceano Pacifico. Questo perché l’affondo dell’aria fredda determinerà un brusco rialzo della pressione barometrica lungo l’area caraibica, favorendo anche l’attivazione dell’impetuoso “Tehuano”, un freddo e impetuoso vento da nord-nord/est che spazza periodicamente l’area in prossimità dell’Istmo di Tehuantepec, nel Messico meridionale, aprendosi a ventaglio sul Pacifico.
I venti di “Tehuano” si alzano ogni qual volta che un flusso di aria secca e fredda scivola dal continente nord-americano verso l’entroterra messicano, con intense correnti dai quadranti settentrionali. L’aria fredda, di matrice continentale, che dagli USA scivola in direzione dell’altopiano centrale messicano e della costa messicana caraibica determina un brusco raffreddamento, anche in piena area tropicale. Questa tipo di massa d’aria che si posa sopra l’altopiano messicano è molto più densa e pesante dell’aria calda e umida tropicale preesistente lungo le coste meridionali messicane e sull’oceano Pacifico. Le notevoli differenze di densità fra le opposte masse d’aria creano un forte gradiente barico (differenza di pressione) fra l’entroterra messicano e le coste pacifiche, tale “gradiente” induce ai venti nord-orientali di incanalarsi con forza all’interno dello stretto Istmo di Tehuantepec (un pò come avviene in Liguria con la Tramontana). Qui la corrente d’aria, una volta entrata sull’Istmo, tende ad acquistare ulteriore velocità per l’effetto dell’incanalando lungo il famoso Passo Chivela, tra la baia di Campeche e le coste del Pacifico. Questo fenomeno permette la veloce tracimazione dell’aria fredda, accumulata sugli altopiani interni del Messico centro-meridionale, verso il golfo di Tehuantepec, dove spesso questo vento può causare degli improvvisi cali termici, davvero rilevanti per una regione tropicale. La sensazione di freddo inoltre viene acuita anche dalle forti raffiche in uscita dall’Istmo di Tehuantepec che spesso riescono a toccare e superare la soglia dei 60-70 km/h, con picchi occasionalmente superiori sul golfo di Tehuantepec, dove di solito si raggiungono le massime velocità.