
Dai 505 mm di pioggia in quattro giorni al Passo del Cerreto, tra la Lunigiana ed il Reggiano, ai 16.6 gradi di Trieste, dove c’e’ stato il giorno piu’ caldo a gennaio dal 1920; dai 3 metri e 60 di neve sulle Alpi Giulie ai +4.8 gradi in piu’ delle minime di Venezia. La prevalenza dell’aria subtropicale, che ha spodestato le correnti fredde artiche, ha moltiplicato i record stagionali in quest’inverno dai connotati autunnali. Ad evidenziare le tante anomalie e’ il dossier redatto da ‘Nimbus’, il portale della Societa’ Meteorologica Italiana. I dati e l’analisi meteorologica della seconda decade di gennaio evidenziano gli effetti delle perturbazioni associate alle correnti sciroccali. Il pluviometrico di Imperia – annota la Smi – ha fatto registrare il 16 gennaio il primato di piovosita’ giornaliera – 140 mm – nel mese di gennaio. La Liguria e’ stata flagellata soprattutto a Ponente: in 30 ore Ceriana (Imperia), tra il 16 ed il 17 gennaio, ha ricevuto 350 mm di acqua, poco meno della meta’ normale di un anno. Al Passo del Cerreto, valico dell’Appenino Tosco-Emiliano, in una settimana si sono rovesciati 675 mm di acqua, una quantita’ maggiore perfino rispetto all’alluvione del novembre 1966. A Migliarino Pisano 148 mm di pioggia e tanti fulmini in un inconsueto temporale invernale. Nubifragi anche sulle Prealpi Venete (149 mm a Col Indes, nel Bellunese) e sulle Alpi Giulie (300 sui Monti Musi). Tra il 7 ed il 1 gennaio l’anomalia delle temperature al suolo e’ stato pari a +2/4 sul Centro-Nord Italia, anche se oltre confine, c’e’ il vero record: sulla Croazia +7/8 di scostamento sulle medie del periodo. Sabato scorso lo scirocco ha portato il termometro a 24 gradi a Palermo, 21 a Pescara, 18 a Fiumicino.