
Ondate di piena nei principali corsi d’acqua del comprensorio del Consorzio di Bonifica dell’Area Fiorentina, a causa delle estese precipitazioni che hanno interessato tutto il territorio regionale dalle prime ore di ieri. In particolare, il fiume Bisenzio, gia’ alle 17 di giovedi’, ha superato il primo livello di guardia all’idrometro di San Piero a Ponti. I livelli del fiume hanno poi continuato a salire fino a toccare il picco di 5,60 metri verso le 22.30 di ieri. In queste condizioni sono state chiuse tutte le cateratte degli impianti consortili per evitare il riflusso delle acque in piena verso i canali della Piana e sono stati attivati tutti gli impianti idrovori del Consorzio. Attivate anche le casse di espansione di San Donnino (Campi Bisenzio), interamente allagate in modo da alleggerire i corsi d’acqua della zona. Chiuse le paratoie sul fosso Reale, per impedire all’acqua del Bisenzio di ”risalire” verso monte nei corsi d’acqua minori. Nella nottata e’ poi transitata la piena del fiume Arno, che ha contribuito a mantenere elevati i livelli del Bisenzio: anche oggi, benche’ in discesa, questi sono sempre al di sopra del primo livello di guardia. Tecnici e operai del Consorzio hanno lavorato h24 e continuano a monitorare la situazione. Solo l’attivazione contemporanea di tutti gli impianti e delle tante opere presenti nella Piana fiorentina ha consentito ai corsi d’acqua di restare nell’alveo date le intense precipitazioni registrate anche per tutta la notte tra giovedi’ e venerdi’. Il solo impianto della Viaccia, che serve tutta la Piana fiorentina in destra d’Arno dal Terzolle fino alla Marina, ha sollevato, durante questo evento, secondo le prime stime, oltre 800.000 mc di acqua.
”Le piogge cadute sul comprensorio durante l’evento sono pari a circa 60 mm in 24 ore – ha detto il commissario del Consorzio, Marco Bottino – si tratta di un’intensita’ assolutamente ordinaria e nonostante questo la rete di canali di bonifica e’ arrivata vicino al limite del collasso. Occorre risolvere una serie di criticita’ come, ad esempio, il sottopasso della fattoria Flori a San Mauro e il sottopasso della vecchia Pistoiese, a San Donnino. Si tratta di manufatti realizzati negli anni Trenta che sono del tutto inadeguati e impediscono un corretto deflusso verso la sezione terminale della rete. Da alcuni anni non vengono piu’ finanziati interventi strutturali sulla rete di bonifica e queste emergenze ci permettono di dire che molto e’ stato fatto, ma molto resta da fare per dare al territorio un sistema di drenaggio efficiente e commisurato al grado di sviluppo che si e’ inteso dare alla Piana fiorentina in destra d’Arno, dove gli elementi agricoli sono ormai residuali rispetto alle urbanizzazioni e agli insediamenti abitativi, produttivi ed infrastrutturali”. Resta poi da risolvere l’annosa questione della gestione delle ”ricavature” dei canali che le norme ambientali hanno, di fatto, paralizzato e che impediscono al Consorzio di svolgere quella periodica attivita’ di ricavatura (ovvero di rimozione dai sedimenti eccessivi dall’alveo) delle rete di canali che ne garantisce la corretta efficienza e funzionalita’.