Il maltempo ha messo a tappeto la Versilia a piu’ riprese, duro lavoro anche per il Consorzio di bonifica Versilia-Massaciuccoli. Il sistema canali ha retto anche alla giornataccia di sabato per poi cominciare a saltare in modo sistematico nella tarda serata, quando, dopo aver impregnato completamente il territorio la pioggia e’ passata da continua a battente non lasciando piu’ praticamente scampo. I terreni fradici non sono stati piu’ in grado di contenere nemmeno una goccia e tutto quello che e’ piovuto da quel momento si e’ riversato subito nei canali. Cosi’, mentre a nord del fiume Camaiore, i livelli erano alti ma contenuti e gestiti, dalle Bocchette fino al Serchio si sono verificati numerosi allagamenti diffusi e tracimazioni a catena nonostante il costante lavoro di pompaggio degli impianti idrovori. Il Consorzio ha schierato tutta la formazione tecnica al completo divisa tra la cabina di regia in sede, con centralini aperti anche per tutta la notte di sabato e i tecnici sul territorio a dirigere le operazioni con operai e ditte che non si sono mai fermate. Colpito duramente il bacino Ponente, quello compreso tra le Bocchette e Montramito. Campagne allagate da diffuse tracimazioni dei canali di bonifica e canali principali al bordo come non si vedevano da anni. Oltre venti gli interventi sui canali rinforzati da migliaia di sacchini di sabbia per contenere le fuoriuscite, ma anche argini fasciati con teli bentonitici per fermare sul nascere le micro filtrazioni. La Gora di Stiava ha esondato in piu’ punti: alla Gulfa e poi sulla via di Montramito. Cosi’ la Farabola, la Sassaia e molti canali minori. Ben poco c’era invece da fare a Massarosa, Massaciuccoli, Bozzano e Quiesa. Territori estesi e molto sotto il livello del mare, schiacciati e minacciati dalla forte pressione del Lago che ha continuato a salire fino a raggiungere quota 52 centimetri. “Un’enormita’ come non succedeva dai primi anni 2000 – spiega il commissario del Consorzio Fortunato Angelini – e anche se all’epoca gli abbiamo visto raggiungere quota +57 senza che succedesse niente, onestamente non siamo tranquilli. Viene da chiedersi cosa sarebbe successo se non ci fosse stato il grosso impianto della Bufalina, che e’ acceso ininterrottamente da 5 giorni”.