
Lo studio di un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Pisa getta una nuova luce sull’interazione tra “coni” e “bastoncelli”, ossia i fotorecettori della retina che servono per la visione diurna e notturna. La ricerca, che e’ stata appena pubblicato sulla rivista ”eLife” edita dal premio Nobel 2013 per la fisiologia Randy Schekman, e’ stata realizzata da Sabrina Asteriti e Lorenzo Cangiano del dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, in collaborazione con Claudia Gargini del Dipartimento di Farmacia. “Abbiamo dimostrato – spiega Lorenzo Cangiano – che i piccoli ‘pori’ che mettono in comunicazione diretta i ‘bastoncelli’ e i ‘coni’ determinano anche un trasferimento di funzionalita’ fra questi due tipi di cellule. La scoperta di questi meccanismi fisiologici potra’ aiutare a curare alcune malattie dell’occhio come ad esempio la retinite pigmentosa, e piu’ in generale le varie patologie che coinvolgono i fotorecettori, dal momento che gli stessi pori permettono il passaggio di molecole fondamentali per la funzione cellulare”. I bastoncelli ed i coni sono infatti due tipi di cellule fotosensibili che ci consentono di vedere in condizioni di luce molto diverse, dal sole di mezzogiorno al buio della notte. Nello specifico, i bastoncelli rispondono a luci deboli consentendo solo una visione in scala di grigi, i coni, invece, per funzionare hanno bisogno di una luce piu’ intensa e ci permettono di distinguere i colori. “Benche’ si sapesse gia’ che i pori possono aprirsi o chiudersi al variare della luce ambientale, del ritmo sonno-veglia e di altri segnali biochimici, la loro importanza per la visione sinora non era ancora nota – ha aggiunto Lorenzo Cangiano – il nostro studio quindi, oltre ad aprire la strada per nuove cure, puo’ aiutare a spiegare anche alcuni meccanismi del tutto naturali, come la capacita’ di vedere in condizioni di luce intermedia, come ad esempio al crepuscolo”. La rivista ”eLife” che ha pubblicato l’articolo dei ricercatori pisani nasce da una joint venture di tre prestigiosi enti di finanziamento: la tedesca Max Planck Society, l’inglese Wellcome Trust e l’americano Howard Hughes Medical Institute. La nuova rivista si pone l’obiettivo di facilitare la disseminazione di scoperte importanti nelle scienze della vita attraverso un processo editoriale selettivo ma rapido e trasparente, offrendo a tutti la libera consultazione degli articoli.