Il riso è il cibo più consumato del mondo. Smentendo il presupposto che esso sia cucinato prevalentemente tra le mura domestiche, sono oltre 21 milioni gli italiani che ordinano riso fuori casa, consumandolo in ristoranti, trattorie, tavole calde, bar e alberghi. Nessuno è ancora riuscito a stabilire la sua origine: secondo alcuni studiosi potrebbe essere comparso per la prima volta più di 1200 anni fa sulle pendici dell’Himalaya. I Greci e i Romani lo citano solo come pianta aromatica e medicinale, ne parla Teofrasto, il medico Galeno lo consiglia nella dieta dei Gladiatori e Plinio il Vecchio lo descrive nella sua “Storia Naturale”. Per tutto l’alto Medioevo, in Europa il riso continua a essere considerato un ingrediente per dolci o una pianta medicinale. Forse fu introdotto dagli Arabi in Sicilia o dai Crociati di ritorno dalla Terrasanta o dai mercanti della Repubblica di Venezia. La coltura cominciò a fine del 14 esimo secolo, forse, non a caso, dopo le terribili epidemie di peste che decimarono la popolazione di tutto il continente.
Il riso ha davvero una marea di proprietà benefiche: è altamente digeribile, grazie alla buona concentrazione di vitamina B (la sua permanenza nello stomaco è di circa 1 ora, a differenza di pasta e carne che necessitano anche di 3 ore per essere digeriti). Alla digeribilità si associa l’elevato assorbimento, a livello intestinale, dei nutrienti contenuti. Inoltre, la componente glucidica del riso regola fortemente la flora intestinale. E’ ricco di potassio, che regola il ritmo cardiaco; di selenio, che contribuisce ad aumentare le difese immunitarie e la produzione di anticorpi; di silicio, che stimola le cellule osteopoietiche che contribuiscono alla formazione e alla salute di tessuti connettivi, denti, ossa, pelle, unghie e capelli. Il processo necessario per rendere il riso commercializzabile è molto semplice e questo scoraggia ogni tipo di sofisticazione. Questo cereale può essere consumato esclusivamente cotto e ciò lo rende igienicamente sicuro.

