
Secondo una nota del Campidoglio la futura Città della Scienza sarà “un centro di rilevanza internazionale in grado di accogliere, esporre e rendere accessibile al grande pubblico il sapere scientifico e tecnologico in tutte le sue evoluzioni e articolazioni, nonché di promuovere la conoscenza scientifica, di sperimentarla e di diffonderla”. Accanto sorgeranno spazi pubblici, alberghi, negozi, alloggi sociali. 51mila metri quadri da “rigenerare”, un quartiere che cambierà identità e diventerà il più esteso polo culturale cittadino. Questo almeno nelle intenzioni del programma presentato ieri dal sindaco Ignazio Marino e dall’assessore Giovanni Caudo (Trasformazione Urbana).
E’ “un sogno coltivato per oltre un terzo di secolo”, ha detto il Sindaco. “Un museo contemporaneo della scienza, analogo a quelli presenti in altre capitali europee”. Le linee generali del progetto: dei 51mila metri quadri che formano l’area d’intervento (con 72mila mq. di nuovi edifici), 10mila di superficie fondiaria saranno occupati dalla Città della Scienza. Ci saranno poi 200 residenze private per 27mila metri quadri; 70 alloggi sociali (6mila metri quadri di superficie costruita), spazi commerciali (5mila) e strutture ricettive (5mila). 14mila metri quadri, infine, la superficie effettiva (fondiaria) destinata ad attrezzature pubbliche. I ricavi delle parti messe a reddito finanzieranno l’intervento, senza costi aggiuntivi per il Campidoglio. L’operazione è condotta da Roma Capitale con l’Agenzia del Demanio (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e coinvolge il fondo immobiliare della Cassa Depositi e Prestiti (Investimenti SGR).
Si tiene dunque conto, ad esempio, “delle necessarie relazioni fisico-spaziali e visive con il Maxxi” e “delle continuità funzionali con la via Flaminia e con via del Vignola”. Che si traducono in una nuova piazza “in continuità con via Guido Reni e il Maxxi”; in un “sistema di spazi pubblici all’aperto” a ovest, verso via Piero della Francesca, con edifici per attrezzature ottenuti anche recuperando corpi di fabbrica esistenti; e in un percorso pedonale che collegherà via del Vignola con le aree pure pedonali del Maxxi e con piazza Mancini. Il tutto, inserendo i nuovi elementi – a partire dalla Città della Scienza – in modo organico, partendo “dalla valorizzazione dello spazio aperto” e da una visione che legge come un insieme unico le forme architettoniche e il verde pubblico.