Ecco che la dipendenza da zucchero ha avuto un suo significato nell’evoluzione, salvando i nostri antenati che possedevano tale caratteristica fisiologica e probabilmente con base genetica di dipendenza dalle sostanze dolcificanti, rispetto a coloro che non l’avevano. Allora lo zucchero e il dolcificante in generale dovrebbero essere resi alimenti quantomeno di dubbia utilità nella visione comune della popolazione. La tutela del cittadino parte dalla tutela della sua salute e la prevenzione parte dai messaggi che al cittadino vengono dati e mandati, dall’istruzione e dall’informazione.
Il fatto che lo zucchero e i dolcificanti creino dipendenza, si legge sulla homepage di eurosalus.com, non può essere tralasciato nella gestione quotidiana di messaggi pubblicitari che da una parte vorrebbero tutti in forma e salute e dall’altra propongono come colazione ideale 4 biscotti, un frutto e una tazza di latte. Messaggi di questo tipo alimentano sentimenti di inettitudine e sconforto in chi pur provando in ogni maniera a trattenersi dal mangiare (posto che questa veramente sia la strategia giusta per dimagrire e per farlo in maniera sana, il che non è generalmente un postulato corretto). Ai fumatori almeno viene spiegato e mostrato con chiarezza che, il fumo provoca il cancro, e che la nicotina, al pari di un cucchiaino di zucchero nel caffè, crea dipendenza.
Inevitabile, a questo punto, indugiare in riflessioni di tutela della salute del cittadino, magari evidenziando le contraddizioni tra l’assenza di messaggi sullo zucchero e l’idea – oggetto di dibattito in Inghilterra tra alcuni gruppi di medici – secondo cui chi sia obeso, come chi fuma, non debba avere diritto al Servizio Sanitario Nazionale.
