
Mentre comincia la conta dei danni, anche e soprattutto economici, continuano a registrarsi temperature record in diverse città tra Canada ed USA. Uno dei tanti effetti negativi dell’ondata di gelo è stata l’inabilità, per tanti, troppi, cittadini di poter recarsi al lavoro, di prendere un volo (oltre 7.000 quelli cancellati) o un treno per andare a riunioni o semplicemente in vacanza, di andare nei centri commerciali e al ristorante.
L’impatto più evidente dell’ondata di gelo negli Usa sarà sulla produttività andata in fumo, sulla carenza di spese da parte dei consumatori e da più alte bollette del riscaldamento. Secondo Nariman Behravesh, capoeconomista di IHS Global, il “peso” del “polar vortex” sul Pil del primo trimestre potrebbe essere dello 0,1-0,2%. Tale impatto negativo “dovrebbe poi essere recuperato nel secondo trimestre”.
