Si fa sempre più pericoloso il ciclone tropicale “Ian”: rischia di raggiungere la 4^ categoria spazzando l’isola di Tonga, diversi atolli minacciati

sp201407_satAnche sul Pacifico meridionale entra di scena la stagione dei cicloni tropicali, che proprio in questo determinato periodo dell’anno raggiunge la massima intensità. In queste ore un insidioso ciclone tropicale si sta notevolmente rafforzando sopra le calde acque superficiali del Pacifico meridionale, nel tratto di mare a nord dell’isola di Tonga. Il ciclone tropicale “Ian” ora rappresenta una vera e propria minaccia per lo stato insulare di Tonga. Nel pomeriggio di ieri “Ian” si è trasformato in un pericoloso ciclone tropicale di 2^ categoria della Saffir-Simpson, che sforna venti molto forti, che toccano punte di oltre i 150-160 km/h nell’area attorno l’occhio centrale. Le ultime immagini satellitari sono veramente spettacolari, e mostrano un vortice compatto, ma molto ristretto, con un occhio centrale ben delineato da un imponenti muro di nubi torreggianti che scaricano precipitazioni di carattere torrenziale nel tratto di oceano a nord dell’arcipelago pacifico. L’enorme calore latente messo a disposizione dalle calde acque del Pacifico meridionale sta fornendo un importante contributo energetico che tende a rafforzare l’attività convettiva, molto profonda attorno il nucleo centrale di “Ian”. Ciò significa che il ciclone , proprio in queste ore, sta acquistando ulteriore potenza, rafforzandosi in maniera significativa nel corso delle prossime 12-24 ore.

Il ciclone tropicale “Ian” mentre sta per abbattersi sull’arcipelago di Tonga

Il pericolo vero è che “Ian”, a breve, possa evolvere in un piccolo mostro che rischia ora di minacciare diverse isole tropicale e lo stato insulare di Tonga, che dovrà fare i conti con venti a tratti anche violenti e intense precipitazioni, con elevati indici di rain/rate. La tempesta negli ultimi due giorni si è mossa sopra un tratto di mare molto caldo che è stato capace di fornire enormi quantità di calore latente che hanno collaudato la convenzione su tutti i lati della circolazione depressionaria, approfondendola ulteriormente, con un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” che renderà i venti sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata. L’enorme quantità di calore latente hanno avviato il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, contribuirà a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che verranno alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico meridionale.  Entro le prossime ore “Ian” supererà la 3^ categoria, arrivando a toccare per poche ore la 4^ categoria della Saffir-Simpson, rappresentando una serissima minaccia per Tonga e le isole limitrofe che rischiano di essere battute da venti molto forti e da potenti mareggiate, con ondate di oltre i 5-6 metri, capaci di creare notevoli danni sulle aree litoranee.

Il ciclone tropicale “Ian” al massimo della sua forza a nord di Tonga

L’impetuosa forza centrifuga che esploderà all’interno di “Ian” dovrebbe favorire lo sviluppo del classico occhio centrale che caratterizza i cicloni tropicali. L’unica nota positiva riguarda la ristrettezza del sistema, con l’area dei venti più violenti relegata solo attorno l’occhio centrale, dove il vento supererà anche la soglia dei 190-200 km/h. Già dalle prossime ore, con il lento movimento verso sud-est del ciclone, il bordo più meridionale di “Ian” invaderà lo stato insulare di Tonga, comportando una rapida intensificazione dei venti, da E-NE e da Est, che nel corso della mattinata tenderanno a divenire tempestosi, con raffiche ad oltre i 120-130 km/h, con picchi prossimi ai 140-150 km/h. Si tratta di venti molto forti, se non violenti, che rischiano di causare dei danni alle abitazioni e alla fitta vegetazione tropicale che caratterizza molte isole attorno Tonga. Molte palme presenti in diversi atolli attorno Tonga potranno essere strappate o abbattute dalla furia delle fortissime raffiche da Est e E-NE, attive lungo il lato più meridionale di “Ian”. Nell’isola di Tonga i venti più violenti si registreranno durante la mattinata, quando l’occhio centrale di “Ian” passerà alla minima distanza, spingendo su questa fortissime raffiche da E-NE ed Est, che ruoteranno bruscamente da O-SO e da Ovest, non appena il nucleo centrale della tempesta si sarà spinto verso sud-est, allontanandosi in direzione del Pacifico meridionale, verso acque superficiali sempre meno calde.

Nella capitale di Tonga, Nuka’Alofa, situata nella parte settentrionale dell’isola di Tongatapu, su uno stretto istmo affacciato a nord sull’oceano Pacifico e a sud sulla laguna di Fanga’u, la forza del vento raggiungerà l’intensità di un uragano di 1^ categoria della Saffir-Simpson, con punte di oltre i 120-130 km/h. Entro la mattinata il ciclone tropicale, tenendo la 3^ categoria Saffir-Simpson, muovendosi verso sud-est, passerà molto vicino a Tonga, colpendo in pieno l’intero arcipelago, che domani farà i conti con venti molto forti, che supereranno la soglia dell’uragano di 1^ categoria in diverse isole, fra cui quella di Tonga che domani sarà bersagliata pure da forti rovesci di pioggia e mareggiate. I venti davvero violenti, seppur ristretti su un’area piuttosto limitata, solleveranno anche un consistente moto ondoso attorno tutto lo stato insulare di Tonga, con onde di “mare vivo” alte anche più di 6-7 metri, pronte ad abbattersi con grande impeto lungo molti di questi atolli. Questi venti molto forti produrranno un moto ondoso molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni.

Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. Solo dal pomeriggio odierno il ciclone tropicale “Ian” comincerà pian piano a lasciare Tonga, muovendosi in direzione del Pacifico meridionale, spingendosi sopra acque superficiali decisamente più fredde. Dal pomeriggio di domani “Ian”, scivolando verso sud, dovrebbe entrare in un’area caratterizzata da un moderato “Wind Shear” che contribuirà ad allentare l’intensa attività convettiva attorno al nucleo centrale, declassando “Ian” a ciclone tropicale di 1^ categoria, con venti sempre meno intensi. Perdendo buona parte della sua forza originaria il ciclone, da domenica, inizierà la sua parabola discendente, evolvendo in tropical storm sotto i 30° di latitudine sud, dove i resti della circolazione ciclonica tropicale cominceranno ad essere intercettati dal ramo più settentrionale delle “Westerlies” australi, attive lungo la fascia temperata dell’emisfero australe. Qui i resti di “Ian” verranno rapidamente assorbiti dagli estesi fronti freddi legati ai profondi cicloni extratropicali che si sviluppano, a ruota, attorno le coste dell’Antartide.