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Tempeste di neve flagellano l’est della Romania e la Bulgaria, molti villaggi isolati e caos nei trasporti stradali a causa della tormenta
L’inverno è piombato all’improvviso anche nei paesi dell’est Europa, dove i termometri sono scivolati drasticamente sotto il muro dei -8°C -10°C e la neve ha lasciato i primi significativi accumuli sul terreno, specie fra Ucraina, Moldavia e Romania. Nel weekend vere e proprie tempeste di neve si sono abbattute fra l’est della Romania e il nord della Bulgaria, causando enormi disagi e mandando in tilt il traffico stradale su strade e autostrade. La fitta nevicata, peraltro, è stata accompagnata da venti piuttosto forti, da NE e E-NE, che hanno spirato con raffiche ad oltre i 70-80 km/h nella regione attorno la capitale Bucarest, colpita in pieno dalla tormenta durante la giornata di sabato 25 Gennaio 2014. Ma i disagi più grossi si stanno patendo in numerosi distretti della Romania orientale e sud-orientale, dove la forte nevicata ha colto alla sprovvista centinaia di automobilisti, rimasti bloccati nelle strade innevate, trasformate in enormi lastre di ghiaccio scivolose. Le forti raffiche di vento da E-NE e NE, oltre i 60-70 km/h, e il fenomeno dello “scaccianeve basso” (turbini di neve sollevati dal vento), hanno azzerato la visibilità orizzontale a poche centinaia di metri, rendendo ancora più difficoltosi i collegamenti stradali.
Per la totale impraticabilità di strade e autostrade molti villaggi e piccoli centri abitati, nella campagna rumena, risultano ancora isolati, mentre il governo di Bucarest si appresta ad inviare degli elicotteri e mezzi attrezzati per portare assistenza alle popolazioni duramente provate dall’intensa, quanto improvvisa, nevicata, che ha assunto carattere di vero “blizzard”. In alcune località della Valacchia i cumuli di neve sollevati dal forte vento da NE e E-NE hanno murato alcune abitazioni, impedendo alle persone di poter uscire dalle proprie abitazioni. Difatti, come abbiamo avuto modo di accennare nei giorni scorsi, fra la Moldavia e la regione carpatica, durante il weekend appena trascorso, si è venuta a realizzare un tipo di configurazione barica ideali per significativi eventi nevosi, non tanto per quantità, quando per estensione delle precipitazioni e per l’intensa ventilazione che accompagna l’ondata di maltempo. Il quadro sinottico, nel pomeriggio di sabato 25 Gennaio, vedeva una giovane ciclogenesi secondaria sui 998 hpa, in movimento verso l’alto Ionio, che iniziava ad ammassarsi sopra le isobare, di forma più ellittica, facenti capo al promontorio anticiclonico dinamico, che da giorni insiste fra la Scandinavia, la Finlandia, le Repubbliche Baltiche e la Russia europea, producendo un inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, fra i Balcani e le Repubbliche Baltiche.
La netta contrapposizione barica, tra la ciclogenesi italica in scivolamento sullo Ionio, con un minimo attestato sui 998 hpa, ed il più vasto e robusto promontorio anticiclonico russo-scandinavo, che presentava massimi barici al suolo superiori ai 1034 hpa tra Estonia e Lettonia, ha contribuito a comprimere ulteriormente il già significativo “gradiente barico orizzontale” esistente sul bordo più meridionale dell’ampia struttura anticiclonica, favorendo l’attivazione di una forte ventilazione dai quadranti orientali che dall’Ucraina meridionale si è spinta in direzione del bacino del mar Nero. Qui si sono attivate importanti burrasche, da E-NE, che dal settore più settentrionale del mar Nero si sono propagate in direzione delle coste della Romania e della Bulgaria settentrionale, dove i venti da Est ed E-NE, seguendo l’andamento delle isobare al suolo, si sono mascherati più da NE sulle regioni della Romania orientale, e da N-NE e Nord sul nord della Bulgaria. Gli intensi venti da E-NE, pur avendo un origine fredda, transitando sopra le più miti acque superficiali del mar Nero si sono caricati di umidità nei bassi strati, raggiungendo l’est della Romania e la Bulgaria come venti molto freddi, ma umidi, che hanno addensato nubi e precipitazioni, a prevalente carattere nevoso fino al piano. L’intensa ventilazione, da Est ed E-NE, che dal bassopiano ucraino e dalla Crimea ha spinto l’aria fredda e molto densa, di matrice continentale, in direzione di Moldavia, Romania e nord della Bulgaria, prima di raggiungere il versante orientale dei Carpazi, ha interferito con il più umido e mite flusso pre-frontale, da Sud e S-SO (attivo sul lato anteriore del sistema frontale), che dall’entroterra desertico della Cirenaica risaliva masse d’aria temperate, di tipo sub-tropicale, verso l’Egeo e le coste turche occidentali.
L’interazione fra le differenti masse d’aria, che è avvenuta proprio fra l’est della Bulgaria e la Romania orientale, con lo scorrimento dell’aria molto mite e umida pre-frontale, dai quadranti meridionali, al di sopra dell’aria molto fredda e pesante che al contempo entrava dal mar Nero, ha agevolato lo sviluppo di un vasto fronte occluso che ha dispensato precipitazioni piuttosto diffuse che hanno assunto prevalente carattere nevoso, fino al piano, tra Moldavia, Romania e Serbia, dove la neve è stata accompagnata da una ventilazione, da E-NE e NE, piuttosto intensa, con raffiche che hanno oltrepassato i 60-70 km/h. Lungo le coste rumene affacciate sul mar Nero i venti da E-NE, dato il consistente “gradiente barico orizzontale” che si è venuto a creare fra la ciclogenesi sullo Ionio e il robusto impianto anticiclonico esteso fra il mar Baltico e la Russia europea, hanno assunto carattere di burrasca, spirando con punte capaci di oltrepassare la soglia dei 70 km/h, localmente pure 80 km/h. Mareggiate piuttosto intense, con onde alte anche più di 2.5-3.0 metri, hanno duramente flagellato le coste affacciate sul mar Nero, in particolare l’area delle foci del Danubio, dove sono sopraggiunte ondate di oltre i 3.0 metri di altezza.
All’aeroporto di Bucarest, il vento da E-NE, ha toccato un picco di ben 85 km/h, rendendo la nevicata ancora più fitta e riducendo la visibilità orizzontale ad appena 200 metri, per lo “scaccianeve”. Il tutto con una temperatura di -7°C. Ma l’ondata di maltempo, di chiaro stampo invernale, ha duramente colpito pure la parte più orientale della Bulgaria. Le zone più colpite sarebbero quelle di Silistra e Dobrich, dove i cumuli di neve hanno bloccato numerose strade. In tilt anche il traffico dei treni. Nella regione di Silistra oggi sono stati ritrovati i cadaveri di due uomini rimasti assiderati per strada. Rimangono chiusi i porti di Varna e Burgas sul mar nero, chiuso anche l’aeroporto di Varna. Sono oltre cento i centri abitati rimasti senza corrente elettrica. Sotto il profilo meteorologico la situazione dovrebbe migliorare nei prossimi giorni, anche se il clima presenterà connotati tipicamente invernali, con residue deboli nevicate e temperature sotto i -10°C, anche per merito dell’intenso innevamento che ha ricoperto i terreni della campagna rumena, fino a qualche settimana fa completamente spogli di neve. Tanta neve fresca è tornata a ricoprire pure i Carpazi, soprattutto quelli più meridionali, maggiormente investiti dalle abbondanti precipitazioni dispensate dall’ampio fronte occluso che ha attraversato Romania, Moldavia e sud-ovest dell’Ucraina.