
Le deboli vibrazioni generate dagli oceani della Terra possono essere usate per simulare “terremoti virtuali” utili a predire i movimenti della terra e le oscillazioni che potrebbero subire le citta’ che sorgono su bacini sedimentari durante un terremoto reale. La nuova tecnica, descritta su ‘Science’, e’ stata utilizzata per confermare che Los Angeles sperimentera’ un movimento della terra molto piu’ forte di quanto ci si aspetti se un grande terremoto si verifichera’ a Sud della citta’. “Abbiamo sfruttato l’approccio del terremoto virtuale per simulare l’impatto su Los Angeles di potenziali terremoti generati dalla parte meridionale della Faglia di Sant’Andrea”, hanno spiegato gli autori della Stanford University. “La nostra tecnica sfrutta il fatto che i terremoti non sono le uniche sorgenti di onde sismiche. Se poniamo un sismografo nel terreno e non rileviamo terremoti, cosa registriamo? Deboli e continui segnali, noti come campo sismico ambientale, generati dalle onde dell’oceano che interagiscono con la Terra solida. Quando le onde si scontrano tra loro creano un impulso di pressione che viaggia attraverso l’oceano verso il fondo marino e la crosta terrestre. Si tratta di onde che sono miliardi di volte piu’ deboli delle onde sismiche generate da un terremoto”. La ricerca ha messo a punto una tecnica che trasforma queste onde in predittori – da rafforzare – delle onde sismiche prodotte dai terremoti reali. Studiando come queste onde si muovono nell’ambiente sotterraneo, lo studio e’ stato in grado di calcolare preventivamente in che modo si muoveranno le fortissime onde generate dai veri terremoti. L’approccio e’ stato usato per confermare l’accuratezza di una previsione fatta nel 2006 attraverso sofisticate simulazioni che spiega che se la sezione meridionale della Faglia di Sant’Andrea dovesse rompersi e generare un terremoto, alcune delle onde sismiche in viaggio verso nord sarebbero incanalate verso Los Angeles, attraverso un condotto naturale di cento chilometri di lunghezza che collega la citta’ con la San Bernardino Valley. Risultato? Dalle ultime previsioni e’ emerso che Los Angeles potrebbe essere soggetta ad un terremoto estremamente grande e variabile e ad ampi movimenti della terra se un terremoto di magnitudo 7 o maggiore si verificasse a sud della Faglia, vicino al Salton Sea. “Le onde sismiche – hanno precisato gli studiosi – sono guidate essenzialmente all’interno del bacino sedimentario che sottende Los Angeles. Una volta li’, le onde riverberano e si amplificano, causando terremoti molto forti”. L’approccio sara’ testato in altre citta’ di tutto il mondo costruite sulla cima di bacini sedimentari come Tokyo, Citta’ del Messico, Seattle e parte dell’area della baia di San Francisco. “Tutte queste citta’ sono minacciate dai terremoti e tutte hanno un rischio aggiuntivo a causa dell’effetto amplificatore del bacino”, hanno detto i ricercatori. Dato che la tecnica e’ relativamente poco costosa potrebbe essere utile anche per prevedere i movimenti della terra nei paesi in via di sviluppo, oltre a essere usata come “macchina del tempo sismologico” per ricreare le condizioni sismiche che hanno scosso il pianeta molto tempo fa.