Terremoti, svelato il mistero delle “luci sismiche”: è la terra che quando si muove fa “scintille”

Quando la terra si muove, fa scintille di luce: sono correnti elettriche indotte dal movimento delle faglie che fluiscono in superficie attraverso fenditure dove, ionizzandosi insieme alle molecole d’aria, generano la luminosità osservata.
Per molto tempo le luci sono state considerate un mito. I sismologi hanno accertato la loro esistenza quando sono state fotografate in Giappone a Nagano durante lo sciame sismico di Mitsushiro, tra il 1965 e il 1967.

Il fenomeno è stato osservato e filmato durante il terremoto del Perù del 2007, il terremoto del Sichuan del 2008, e il terremoto del Cile del 2010. Ma anche durante il terremoto dell’Aquila del 2009, dove le luci sono iniziate nove mesi prima della scossa principale e proseguite addirittura per 5 mesi dopo. Poco prima della grande scossa, alcune persone hanno visto una luce tremolante alta 10 centimetri sopra il lastricato di via Francesco Crispi nel centro della città.

Queste “luci telluriche“, molto rare, hanno una maggiore probabilita’ di verificarsi nei pressi di una frattura, dove faglie sub-verticali permettono a correnti elettriche indotte dallo stress di fluire rapidamente verso la superficie. A svelarlo, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Seismological Research Letters. Le luci telluriche (Eql) sono fenomeni luminosi associati con terremoti che hanno da sempre interessato gli studiosi. In base al nuovo studio del Ministere des Ressources Naturelles del Quebec, che ha analizzato dati storici a partire dal 1600, l’85% delle luci sismiche compaiono spazialmente sulle fratture o accanto ad esse e il 97 per cento e’ adiacente a una faglia sub-verticale. Le faglie intraplacche sono associate dunque a meno del 5 per cento dell’attivita’ sismica della Terra ma al 97 per cento dei casi documentati di luci telluriche.

In sostanza, è praticamente impossibile solo immaginare di poter fare previsioni sui terremoti in base a questo fenomeno così particolare.