Il tumore del pene è una malattia rara sia in Europa che negli Stati Uniti, più frequente nel sud-est asiatico, in Africa e in India, non è contagiosa, né ereditaria, è più diffusa negli uomini al di sopra dei 60 anni. Colpisce molto meno gli uomini sottoposti a circoncisione (rimozione del prepuzio in età precoce o alla nascita), dato che gli uomini non circoncisi non sempre eseguono una pulizia ottimale del loro pene. Il rischio di insorgenza del tumore al pene aumenta contraendo il virus del papilloma umano (HPV), che causa le verruche genitali, ma anche alcune malattie cutanee che interessano il pene, se non trattate, possono svilupparsi, evolvendosi in tumore. Il cancro del pene è determinato dalla trasformazione maligna delle cellule che costituiscono il rivestimento dei tessuti del pene. Le sedi più comuni sono: il glande e il prepuzio. Rarissimi sono i casi di tumore del pene nelle popolazioni che, per convinzioni religiose, praticano la circoncisione, in quanto il pene circonciso e più pulito e meno aggredibile da agenti patogeni come virus, batteri e funghi, come è dimostrato dall’incidenza quasi assente del carcinoma del pene negli Ebrei e nei Musulmani.

La stadiazione è importante per la scelta del trattamento più indicato: nello stadio O, le cellule tumorali sono presenti solo nella pelle del pene, senza invadere i tessuti più profondi; nello stadio 1, le cellule tumorali sono presenti solo nel tessuto connettivo sotto la pelle del pene, senza invadere i vasi sanguigni o linfatici; nello stadio 2, le cellule tumorali sono presenti più in profondità, nei tessuti del glande, oppure si sono diffuse all’asta peniena oppure hanno invaso l’uretra (canale che attraversa il pene, in cui scorrono urina e sperma); nello stadio 3, le cellule tumorali sono presenti nel pene e hanno invaso i linfonodi inguinali adiacenti ; nello stadio 4, le cellule tumorali si sono infiltrate in organi vicini ( es. prostata), oppure nei linfonodi pelivici e/o hanno raggiunto altri organi distanti (es. polmoni).
La chirurgia è il trattamento più comune per tutti gli stadi del tumore del pene. Il chirurgo può decidere:
- di asportare solo il tumore con un ampio margine di tessuto sano circostante (escissione locale ampia);
- di asportare il prepuzio (circoncisione);
- di asportare solo una parte del pene, oppure di rimuovere l’intero pene (penectomia);
- di rimuovere il tumore, riducendo più che può il margine di tessuto sano asportato (microchirurgia);
- di distruggere le cellule tumorali con un fascio di luce intenso che le colpisce (laserchirurgia)
- di congelare le cellule tumorali, provocandone la morte grazie al freddo (criochirurgia).
Può poi avvalersi della radioterapia, utilizzandola da sola o associandola alla chirurgia; che consiste nell’impiego di radiazioni ad alta frequenza per distruggere le cellule neoplastiche e ridurre le dimensioni del tumore. Le radiazioni possono essere erogate o da una macchina esterna (radioterapia esterna), oppure una sostanza radioattiva (radioisotopo) può essere messa direttamente nella lesione tramite tubicini di plastica (radioterapia interna o intracavitaria). La diagnosi tardiva, che spesso caratterizza questo cancro, può essere legata all’imbarazzo che si avverte nel sottoporsi a visita medica andrologica, ma anche al fatto che il prepuzio non retrattile (fimosi) può nascondere alla vista la lesione. Secondo alcuni studiosi, la circoncisione precoce può prevenire lo sviluppo del cancro del pene, ma recenti studi epidemiologici hanno dimostrato che la buona igiene, unita ad un generale miglioramento dello status socio-economico, può ridurre l’incidenza della malattia.
