Difendere l’ambiente non significa solo avviare strategie economiche sostenibili, ma anche trovare soluzioni per combattere lo spreco di cibo, dato che tonnellate di alimenti buttate via ogni anno, diventano rifiuti da smaltire. In questo scenario negativo affiorano dati che ci fanno ben sperare: quelli dell’osservatorio Waste Watcher di Last Minute Marker e Swg, secondo cui gli italiani sono un po’ più ottimisti sulla ripresa dell’economia, più sensibili al tema dello spreco alimentare (complice la crisi), più attenti al recupero del cibo scaduto e a non farsi abbindolare da offerte promozionali che riempiono inutilmente il frigo. I dati sono stati presentati oggi, 5 febbraio 2014, a Roma, nel corso della prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, istituita dal Ministero dell’Ambiente per prevenire (e non solo per recuperare) lo spreco del cibo, dove per “ prevenzione dello spreco alimentare” si intendono “ tutte le misure prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto”. L’iniziativa del Ministero dell’ambiente ha chiamato a raccolta Fao, Confagricoltura, Confcommercio, Last Minute Marker, Banco Alimentare, Slow Food, Acli e le aziende italiane coinvolte nel tema, da Alcero a Barilla, da Granarolo a Whirpool, da Coop a Conad… sono queste alcune delle oltre 100 adesioni agli Stati Generali di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, convocati oggi per la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, con l’opportunità di esprimere pareri, manifestare il proprio punto di vista, suggerire strategie di azione e soluzioni da attivare per migliorare le cose.
Per l’elaborazione del PINPAS (Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare), adottato dal Ministero il 7 ottobre scorso, il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha istituito un Gruppo di lavoro coordinato dal presidente di Last Minute marker Andrea Segrè, docente all’Università di Bologna e promotore della campagna europea “Un anno contro lo spreco”, lo scienziato Vincenzo Balzani, la regista Maite Carpio, l’attore Giobbe Covatta e la scrittrice Susanna Tamaro, tutti volti noti che si sono distinti per il loro impegno ed interesse verso i programmi di solidarietà. Col PINPAS, l’Italia ha dunque affrontato, per la prima volta organicamente, il problema degli sprechi alimentari, in sintonia con quanto indicato dalla Commissione europea nella strada verso un Europa efficiente nell’impiego. Oggi, presso il Tempio di Adriano, a Roma, la Consulta sul tema composta da enti, associazioni, organizzazioni e imprese, si riunisce per dare il proprio contributo per far in modo che il PINPAS , che verrà presentato nella primavera 2014, sia il più completo e dettagliato possibile.
Ad essa prende parte anche il WWF, che ribadisce l’impatto dello spreco alimentare sulla biodiversità, dal momento che ogni anno, in Italia, si buttano nel cestino fino a 1.226 milioni di metri cubici di acqua (pari all’acqua consumata ogni anno da 19 milioni di italiani), 24,5 milioni di tonnellate di C02 (pari a circa il 20% delle emissioni di gas serra del settore dei trasporti) e il 36% dell’azoto da fertilizzanti, usati inutilmente. La responsabilità di tale spreco, stando al WWF, è sia dei consumatori, che spendono mediamente 316 euro all’anno in cibo che viene buttato senza essere consumato; sia del sistema produttivo, che perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima che arrivino in tavola. Il peso ambientale dello spreco dipende dalla qualità e dal tipo di elemento (es. lo spreco di 1 kg. di carne costa all’ambiente 10 volte la quantità di gas serra e di azoto reattivo richiesti da 1 kg. di pasta). La Giornata è strutturata in 3 fasi di lavoro: un confronto sugli sprechi alimentari lungo la filiera; la proposta di una campagna nazionale contro lo spreco alimentare rivolta ai consumatori; l’esame di soluzioni concrete per combattere lo spreco alimentare in Italia.