L’inchiesta che ha portato ai nuovi sequestri conta 8 indagati tra i vertici delle due società che fanno capo alla Solvay e mira a far luce sulla mancata messa in sicurezza delle tre discariche imposta dal ministero dell’Ambiente e volta ad impedire il contatto fra le discariche inquinanti con le falde freatiche e le acque fluviali. Si temono i danni potenzialmente causati sull’ambiente e sulla salute pubblica. Il provvedimento emesso dal gip Maria Michela Di Fine è stato eseguito dai militari della Guardia di Finanza di Pescara e dal Corpo forestale dello Stato di Pescara e Tocco da Casauria. I terreni interessati dal provvedimento di sequestro hanno un’estensione di circa 55.000 metri quadri. Le tre discariche erano già state sequestrate nel 2007 dalla forestale di Pescara e attualmente sono oggetto di un procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Chieti, che conta 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, accusati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque destinate ad uso potabile. Tutto ciò potrebbe comportare, come specificato nell’ordinanza del gip, il perseverare degli effetti di precipitazione e di percolamento dei rifiuti già interrati nelle suddette discariche con conseguente pericolo per l’ambiente e la salute pubblica. Per questo motivo è contestato il reato di disastro ambientale colposo e di avvelenamento delle acque. Come richiesto dalla Procura, le aree poste sotto sequestro sono state affidate in giudiziale custodia al ministero dell’Ambiente già direttamente interessato al problema a seguito dell’inserimento del sito di Bussi sul Tirino tra quelli più inquinati d’Italia e che necessitano di bonifica.
Abruzzo: veleni di Bussi, sequestrate le discariche già sequestrate
