La spazzatura rinasce come arte in Alaska. I rifiuti degli oceani si trasformano in arte contemporanea per una nuova mostra del Museo di Anchorage che punta il dito contro il problema della plastica sul pianeta. La Pacific Trash Vortex e le microsfere che “appestano” i Grandi Laghi americani sono solo alcuni degli esempi piu’ noti che dimostrano come l’inquinamento da plastica sia diventato negli ultimi anni un problema sempre piu’ diffuso. Proprio partendo da questo concetto e’ nata in Alaska la maxi esposizione su oltre 7.500 metri quadri, chiamata “Gyre: l’oceano di plastica”. 26 artisti proveniente da differenti Paesi hanno creato 80 opere utilizzando i rifiuti marini raccolti dagli oceani, dalle coste e dai corsi d’acqua. Obiettivo dell’iniziativa e’ catturare l’attenzione delle persone e fare visualizzare cio’ che sta accadendo agli oceani della Terra. “Il lavoro esplora il rapporto tra l’uomo e l’oceano nella cultura contemporanea del consumo”, scrivono gli organizzatori della mostra che affermano inoltre di voler aiutare le persone a confrontarsi con il problema presentandolo in modo interessante. “L’umanita’ ha certamente imposto la sua impronta su questo paesaggio”, dice Julie Decker, direttore del Museo e curatrice della mostra. “La plastica e’ un materiale moderno quindi questo e’ un problema moderno e recente. Cio’ significa che ci sono cose che possiamo fare, individualmente e collettivamente , per invertire l’impatto sull’ambiente”.
