Ambiente, sondaggio: gli italiani preoccupati per l’aumento delle catastrofi naturali

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URAGANO ISAAC ARRIVATO SULLA LOUISIANA, VENTI A 130 ALL'ORAGli italiani, a confronto con i cittadini degli altri Paesi del mondo industrializzato, sono i piu’ preoccupati per un futuro aumento delle catastrofi naturali e per i conseguenti rischi che correrebbero le abitazioni proprie e quelle dei vicini. In particolare, il 77% teme un numero crescente di eventi catastrofici e il 57% e’ convinto che i propri beni subiranno, in futuro, maggiori rischi. E’ quanto spicca dal sondaggio condotto dal gruppo assicurativo Swiss Re, che oggi celebra i suoi 150 anni con un convegno a Villa Miani a Roma. Secondo lo studio, che ha coinvolto oltre 22mila cittadini di 19 Paesi dei cinque continenti, il 43% degli intervistati ha definito “insufficienti” o “del tutto insufficienti” le misure per la riduzione del rischio di tali eventi adottate dal Governo. Tra le diciannove nazionalita’ che hanno partecipato all’indagine, inoltre, gli italiani sono risultati i meno fiduciosi anche nelle capacita’ del loro Paese di far fronte a una calamita’. Le preoccupazioni relative all’aumento del rischio di calamita’ naturali crescono con l’avanzare dell’eta’. Dall’indagine emerge, infatti, che dal 79% dei ragazzi, tra i 15 e i 29 anni, si passa all’81% degli adulti della fascia 45-59 anni e all’82% degli ultrasessantenni. Rispetto ai concittadini europei gli italiani sono piu’ preoccupati anche del nesso diretto tra cambiamenti climatici e rischio di disastri naturali, tanto che il 64% considera i cambiamenti di clima un rischio per la propria comunita’. In caso di disastro naturale, inoltre, il 41% degli intervistati ritiene che potrebbe contare solo sulle proprie forze o sull’aiuto di familiari e conoscenti. Inoltre, il 54% dichiara di non essere assicurato per le catastrofi, la percentuale piu’ elevata tra tutti i Paesi ad alto livello di reddito. “L’indagine – osserva Carlo Coletta, Ceo di Swiss Re – mostra che gli italiani sono pronti ad affrontare un mondo sempre piu’ pericoloso. I governi e il settore privato – ha concluso – devono ora cogliere questa disponibilita’, creando le condizioni di base e fornendo le soluzioni piu’ adatte”.