
Due nuove sensazionali scoperte archeologiche in Egitto. Nella prima una equipe di esperti egiziani ha portato alla luce una mummia appartenente ad una donna e risalente a 2.000 anni fa nel governatorato di Daqahleya, un centinaio di chilometri a nord del Cairo. Il corpo mummificato della donna era sepolto insieme a 180 statuette funerarie. Secondo il ministero delle Antichità egiziane, che ha annunciato i nuovi ritrovamenti, il gran numero di statuette è segno dello status sociale elevato della defunta. La tomba, larga sette metri e lunga dieci, ospita un sarcofago largo 70 centimetri e lungo 1,77 metri. Nella seconda, effettuata nel sud del Paese, a Luxor, una equipe egiziano-spagnola ha rinvenuto nuovi iscrizioni e affreschi che ritraggono Amenhotep III e il figlio Amenhotep IV, prova che i due faraoni regnarono insieme, il secondo con il nome di Akhenaton. Anche dei cartigli reali scoperti nella tomba di un ministro “recano i nomi dei due re l’uno accanto all’altro”, ha precisato il ministro delle Antichità, Mohamed Ibrahim. “Si tratta di una scoperta importante perché è la prova che Amenhotep III e Amenhotep IV regnarono insieme. Le iscrizioni recano infatti la data del primo Heb-Sed di Amenhotep III”, ha aggiunto il ministro. Lo Heb-Sed è una celebrazione religiosa che feteggiava i 30 anni di regno di un faraone nell’antico Egitto. Akhenaton, faraone della 18esima dinastia, guidò l’Egitto più di 1.300 anni avanti Cristo. Il suo regno fu caratterizzato dal tentativo di introdurre il monoteismo con il culto del disco solare Aton e da una intensa creatività artistica. Delle analisi del Dna su delle mummie hanno di recente confermato che era il padre del faraone Tutankhamon.