
Nel momento in cui ciò accadeva, gli “occhi” di IRIS erano puntati sulla cromosfera solare, ovvero lo strato dell’atmosfera bassa appena sopra la superficie. Lo sguardo del satellite riesce infatti ad abbracciare solo piccole porzioni di Sole per volta e bisogna quindi capire in anticipo dove puntare i suoi potenti strumenti perché registrino qualcosa di scientificamente interessante, ed è esattamente quello che è successo il 28 gennaio 2014, quando gli scienziati hanno individuato una regione magneticamente attiva del Sole e hanno deciso di rivolgere lo sguardo di IRIS in quella direzione. Alle 08:40 italiane, una fiammata moderata, un bagliore di classe M, ha eruttato proprio da quella zona.
I dati raccolti da IRIS potranno portare ad un quadro più chiaro di come funzionano e come si comportano i brillamenti solari.
