Il termine banana si riferisce al frutto del banano (Musa acuminata Colla), una pianta sempreverde e perenne della famiglia delle Musacee, che si sviluppa in una serie di grappoli o caschi, il cui peso può raggiungere anche i 50 kg. E’ tra i frutti freschi più consumati al mondo. Per poterle vendere bene sui mercati al dettaglio, le banane vengono raccolte ancora acerbe (cioè verdi) e la maturazione si completa durante il trasporto verso i mercati finali. Linneo attribuì al frutto, considerato il cibo dei pensatori, il nome botanico di “Musa sapientum”. Presente in Madagascar e Uganda fin dal 500 a.C., i Greci e i Romani seppero della sua esistenza solo grazie alla spedizione di Alessandro Magno in India. Diversi secoli dopo, le banane raggiunsero l’Africa orientale e le coste occidentali grazie agli Arabi, presso i quali venivano menzionate dai medici per via delle loro proprietà terapeutiche.
I frutti, sconosciuti nell’Europa medievale, erano noti solo attraverso i racconti dei mercanti, dei crociati e dei pellegrini. La banana è stata considerata in passato anche un frutto del peccato per la sua forma fallica, acquistando una connotazione afrodisiaca, già citata nel codice miniato trecentesco Tacuinum Sanitas. Durante il XVI secolo, i Portoghesi ne introdussero la coltivazione nelle Canarie, da dove poi gli Spagnoli lo portarono nelle Americhe. Le proprietà benefiche delle banane sono davvero molte: grazie al saccarosio, fruttosio e glucosio e alle fibre, formano un’istantanea risorsa energetica; grazie al potassio, sono consigliate per chi soffre di crampi o è impossibilitato a fare sport. Con la polpa della banana, infatti, si copre mediamente il 15-20% del fabbisogno giornaliero di potassio di un adulto, utile per il funzionamento del sistema cardiovascolare e il controllo della pressione sanguigna. La banana non fa ingrassare (ha solo 65 kcal per 100 gr), contiene vitamina B2, che facilita l’eliminazione delle tossine, mantenendo sani i capelli, le unghie e restituendo lucentezza alla pelle e vitamina B6, che favorisce il metabolismo delle proteine. Quest’ultima, combinata col triptofano e il magnesio, stimola l’organismo a produrre serotonina, essenziale per l’equilibrio mentale, per il tono dell’umore e per la qualità del sonno. Il triptofano, che l’organismo trasforma in serotonina, migliora l’umore e l’equilibrio nervoso, per cui la banana è indicata per coloro che soffrono di depressione. Il frutto, contenendo una buon quantitativo di ferro, stimola la produzione di emoglobina, migliorando la condizione di chi soffre di anemia; per via dell’alto contenuto di fibra, mangiare banane aiuta a ripristinare il corretto funzionamento dell’intestino, migliorando il transito intestinale, evitando l’assunzione di lassativi.
La banana è un ottimo rimineralizzante, efficace nell’integrare le riserve di minerali che, soprattutto d’estate, possono impoverirsi per via dell’abbondante sudorazione. Inoltre, la sua polpa carnosa agisce da emolliente naturale, riducendo le irritazioni della mucosa e favorendo la cicatrizzazione delle piccole ulcere. Non contenendo allergeni che si trovano in molte proteine alimentari, le banane sono importanti per i soggetti che sviluppano stati allergici con concomitanti disturbi del tratto digestivo, eruzioni cutanee e manifestazioni respiratorie. Oltre che buone e salutari, le banane sono anche versatili: in Brasile, alcuni scienziati hanno scoperto come da esse e da altri frutti tropicali si può ricavare una plastica resistente, leggera ed ecologica. Sempre in Brasile, si è scoperto che con una specie di frullato di bucce di banana si può purificare l’acqua contaminata dai metalli pesanti. La buccia è ottima per pulire le scarpe e per lucidare l’argenteria, in quanto il potassio cattura le particelle di sporco. La ‘Fe, una banana con polpa giallo-arancio divenuta famosa tramite i dipinti di Gaugain, a rischio d’estinzione, viene salvaguardata in Micronesia, soprattutto da quando si è scoperto che è ricca di beta-carotene, essenziale per la produzione di vitamina A, utile contro il tumore, il diabete e le malattie cardiache.