St- Thomas Bay, nota anche come “Ir-Ramla”dalla gente del posto, è un’ampia baia situata a sud di Malta, nel villaggio di Marsascala. Si tratta di una grande insenatura naturale con piccole rive sabbiose, scogli piatti e acque poco profonde adatte alla balneazione, molto affollate in estate, con solo due piccoli ristoranti, che deliziano i palati dei turisti con deliziosi piatti a base di ricci di mare. E’ proprio qui che, pochi giorni fa, vicino ad un allevamento di pesci, è stato girato un filmato ripreso da Sarah, 11 anni, e da sua sorella Nicole, 13 anni, che, aiutata dal papà, ha curato l’editing.

Trattandosi di animali sociali, non solitari, essi hanno un complesso sistema per comunicare fra loro, fatto di suoni e ultrasuoni che sembrano avere un particolare effetto benefico sulle persone. Purtroppo l’uomo, soprattutto in tempi recenti, ha messo a rischio la vita di questo nobile cetaceo, al punto da farlo diventare una specie in via d’estinzione, sottoposto, per questo, a programmi internazionali di protezione. Le più gravi minacce alla sopravvivenza dei delfini sono tutte ascrivibili al comportamento dell’uomo, che va a caccia della loro carne per scopi commerciali, li intrappola accidentalmente nelle reti destinate alla pesca di altri pesci, inquina i mari, privandoli di sufficienti prede; sfrutta la loro facilità di apprendimento per fini militari e bellici. Per via della loro spiccata intelligenza e della loro particolare abilità nell’entrare in contatto con gli esseri umani, sono stati utilizzati a scopo terapeutico nell’autismo e in casi di depressione o di altri disturbi mentali. Ma ciò che affascina tutti noi è il mondo acustico fatto di echi, che consente a questi mammiferi di percepire non solo la distanza, ma anche la forma, la grandezza, lo spessore degli oggetti o degli altri esseri viventi che incontrano sul loro cammino. Sono cetacei dotati di un ricchissimo vocabolario: oltre a fischiare, grugnire e strillare, riescono a emettere una vasta gamma di suoni percepibili da noi uomini, oltre ad emettere ultrasuoni con frequenze troppo elevate per i nostri limitati organi acustici.
I delfini parlano, comunicano usando due linguaggi o segnali acustici: i suoni e gli ultrasuoni, i primi sono innati e vengono prodotti in occasione di uno specifico evento, riflettendo la reazione “emotiva” del delfino a uno stimolo esterno. Ad esempio nel corteggiamento, quando hanno paura o si arrabbiano o sono stressati, emettono frequenze da 20 kHz; come delle grida spontanee, immediatamente percepibili e per nulla difficili da essere comprese, contrariamente ai segnali sonar, dai 20 ai 200kHz, che richiedono che nella comunità si sia formato un linguaggio sonar comune, ovvero una connessione suoni-immagini acustiche valido per l’intera comunità. Nei giorni scorsi la Sea Sheperd Conservation Society, da sempre in prima linea nel contrastare le baleniere giapponesi nel Santuario dell’ Antartico, ha denunciato l’intrappolamento di oltre 250 delfini al largo della baia di Taiji. La maggior parte di essi è destinata al macello, mentre una piccola quota all’animazione di parchi acquatici. Le immagini raccapriccianti stanno facendo il giro del globo e, fortunatamente, si susseguono appelli contro le mattanze. L’Ente Nazionale Protezione Animali ha ringraziato il Ministro degli Esterni Emma Bonino e Domenico Giorgi, ambasciatore dell’Italia in Giappone, per aver espresso al Governo nipponico la preoccupazione degli italiani per le mattanze dei delfini e per aver chiarito all’Esecutivo giapponese di riconsiderare tale pratica. L’Italia ha preso posizione, aggiungendo, quindi, un altro importante tassello a questa battaglia di civiltà.
