
Nei prossimi due anni, circa 30.000 persone saranno autorizzate a tornare nelle proprie abitazioni, abbandonate a causa delle potenti radiazioni emanate dal sito nucleare devastato dal sisma.
In realtà, molti giapponesi sono indecisi sull’opportunità di rientrare o meno a casa, temendo ancora per le conseguenze sulla propria salute.
Secondo le direttive del governo, le zone più vicine alla centrale di Fukushima possono essree dichiarate nuovamente abitabili se una persona è esposta a una dose radioattiva inferiore a 20 millisievert all’anno.
La Commissione internazionale per la protezione radiologica raccomanda un’esposizione media di un millisievert all’anno, ma considera che sotto i 100 millisievert annui non esiste alcun aumento significativo del rischio di cancro tra le persone interessate.