La gastrite è una patologia corrispondente a un disturbo gastrico localizzato lungo l’intero tratto digerente, derivato principalmente da processi infiammatori della mucosa gastrica che, man mano che progrediscono verso stadi di cronicizzazione, possono indurre, partendo da normali disturbi digestivi spesso poco associati a questa sintomatologia, a gravi e complesse complicanze, che si estendono sino all’insorgenza di masse tumorali.
TIPI E CAUSE:In linea generale e in base al decorso temporale della malattia, si distinguono: gastrite acuta, che è un’infiammazione dolorosa della mucosa gastrica che si manifesta sempre all’improvviso e in alcuni casi può comportare anche emorragie della mucosa, dovute al danneggiamento dei tessuti da parte degli acidi gastrici. Tali emorragie smettono solitamente entro 24 ore e la produzione di succhi gastrici torna regolare. Nel 90% dei casi, la gastrite acuta è dovuta al batterio Helicobacter pylori; gastrite cronica, che colpisce soprattutto gli anziani, in cui la mucosa gastrica rimane infiammata per un lungo periodo di tempo. Essa può protrarsi, in alcuni casi, anche molti anni e ha molteplici cause. Quella principale è il batterio Helicobacter pylori. Nella gastrite cronica si distinguono diversi sottotipi: la gastrite di tipo A, una malattia ereditaria definita anche gastrite antrale, in quanto coinvolge il corpo gastrico e il fondo gastrico, che colpisce le cellule ossintiche che producono gli acidi gastrici e, in uno stadio avanzato, può comportare una completa regressione della mucosa gastrica, oltre ad una carenza di vitamina B12 e conseguentemente un’anemia, poiché le cellule ossintiche distrutte non sono più in grado di assorbire questa vitamina; gastrite di tipo B, la forma più diffusa di gastrite, dovuta principalmente ad agenti esterni (batteri, virus, alcol), causata soprattutto dal batterio Helicobacter pylori e solo raramente , soprattutto in persone con un sistema immunitario molto debole, da altri agenti eziologici; gastrite di tipo C, le cui cause sono individuate nel corpo stesso (es. in componenti del succo biliare nei casi di reflusso biliare causato da un’asportazione parziale dello stomaco o da un’ernia iatale). Questa forma di gastrite può essere scatenata anche da agenti chimici esterni (medicinali che aggrediscono lo stomaco, intossicazioni alimentari, abuso di alcol e fumo). Una volta individuata e eliminata la causa, questa forma di gastrite scompare velocemente.
FATTORI DI RISCHIO: I fattori che possono contribuire alla gastrite o a scatenarla sono: infezione batterica da Helicobacter pylori, uso abituale di analgesici ed antinfiammatori, abuso di alcol (che irrita e corrode la mucosa gastrica, rendendo lo stomaco più vulnerabile ai succhi digestivi), stress fisico grave (es. per interventi chirurgici importanti, ustioni o infezioni gravi), reflusso biliare, reazione immunitaria contro cellule dello stomaco, altri disturbi e patologie (HIV /AIDS, morbo di Crohn, infezioni da parassiti, alcune patologie a carico dei tessuti connettivi e insufficienza epatica o renale). SINTOMI: I disturbi riguardano essenzialmente lo stomaco e la funzione digestiva: bruciore di stomaco avvertito nella regione gastrica, reflusso gastroesofageo (quando sentiamo del liquido acido risalirci nella gola, a volte fino alla bocca), cattivo sapore in bocca e alitosi, gonfiore e aerofagia, sensazione continua di nausee e vomito, presenza di sangue e nel vomito e nelle feci (in questo caso è d’obbligo avvertire il personale medico). Esistono però anche disturbi di altri apparati e organi che vengono coinvolti, in genere correlati a gastriti croniche: degradazione delle corde vocali e conseguente afonia (dovuti ai succhi gastrici e ai gas acidi che in alcune persone vengono a contatto con l’esofago (reflusso)), pesantezza a livello dello sterno e sottosternale, attacchi di asma e tachicardia, non corretto funzionamento dell’intestino a causa dell’acidità proveniente dallo stomaco, con stitichezza, dolori intestinali, non corretto assorbimento dei nutrienti, intolleranze alimentari; labirintiti, giramenti di testa, acufeni, alcune forme di anoressia.
DIAGNOSI: La diagnosi di gastrite avviene tramite gastroscopia, prelevando un pezzettino di mucosa gastrica (biopsia) e facendolo analizzare (esame istologico). CURA: Le gastriti acute guariscono spontaneamente una volta che la causa viene rimossa o viene meno. La guarigione viene favorita utilizzando farmaci che proteggono la mucosa dello stomaco (sucralfato), riducono l’acidità di stomaco (bicarbonato, idrossido di magnesio e alluminio) o riducono la sensazione di acido da parte dello stomaco (anti H2 e inibitori di pompa protonica). Le gastriti croniche, se dovute a Helicobacter pylori, si curano con una terapia che utilizza un farmaco capace di inibire la secrezione gastrica (omeprazolo) e un antibiotico (claritromicina o amoxicillina). Nel 90% dei casi si ha un’eradicazione del batterio. E’ necessario cercare di evitare i fattori ad azione irritante e lesiva della mucosa (es. spezie, alcol, caffè, fumo, farmaci), utilizzando preparati per proteggere le mucose (sucralfato) in caso di alterato svuotamento gastrico, con farmaci regolatori della motilità gastrica; nei casi di reflusso biliare, facendo ricorso a sostanze che sequestrano i sali biliari.