Il gelo siberiano piomba sui paesi dell’Asia centrale: cade il record assoluto di Termez, abbondanti nevicate fra Afghanistan e nord del Pakistan

Mentre in molte aree del pianeta l’inverno continua a latitare, nell’Asia centrale, in questi ultimi giorni, si è versata una intensa ondata di gelo che oltre a far sprofondare i termometri al di sotto dei -15°C -20°C, sta portando intense nevicate, anche in luoghi non particolarmente avvezzi alle visite della “dama bianca”. Tutto merito della discesa di un vasto e solido blocco di aria piuttosto gelida, d’estrazione polare continentale, che dal bassopiano della Siberia occidentale è scivolata verso le steppe del Kazakistan e Uzbekistan, invadendo gli stati del Kirghizistan e il Tagikistan, dove le temperature hanno subito un drastico crollo nei bassi strati, portandosi su valori abbondantemente inferiori alla soglia dei -10°C -15°C anche a bassissima quota. Nei giorni scorsi, a causa della presenza di un solidissimo promontorio di blocco che dall’Ucraina si è spinto fino al nord della Russia europea, presentando al suolo massimi barici di oltre i 1055 hpa (quindi piuttosto imponente), masse d’aria particolarmente gelide, preesistenti da diversi giorni sopra il bassopiano della Siberia occidentale, poco ad est degli Urali, sono prontamente scivolate lungo il bordo più orientale di questa struttura anticiclonica, attraverso una moderata ventilazione dai quadranti settentrionali che si propagata in direzione delle steppe del Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan.

Un’altra parte dell’aria molto gelida, di matrice siberiana, si è fiondata in direzione del bacino del mar Caspio, interferendo al traverso di questo con le masse molto umide e più temperate, presenti con una ventilazione mite da SO e O-SO. L’interferenza dell’aria gelida siberiana con la mite ventilazione sud-occidentale, che trasportava l’aria molto umida dal mar Caspio verso Azerbaijan e Kazakistan occidentale, ha dato la stura ad abbondanti precipitazioni nevose che hanno colpito molte località dell’Azerbaijan orientale e del Kazakistan sud-occidentale. Lo scorrimento dell’aria mite e piuttosto umida, proveniente dalle medie latitudini, sopra lo strato di aria molto fredda e pesante, in discesa dalla Siberia occidentale, ha originato una spessa copertura nuvolosa di tipo “avvettivo” (altostrati e nembostrati molto spessi) che ha dato luogo alle abbondanti nevicate che hanno travolto vaste aree dell’Azerbaijan. Nella mite città di Lankaran, che tende ad affacciarsi sul Caspio, le fitte nevicate hanno portato ben 95 cm di neve fresca al suolo. Ma gelo e neve hanno travolto buona parte dei paesi dell’Asia centrale, dove in questi giorni si è innestata una vasta circolazione d’aria molto fredda, particolarmente strutturata nei bassi strati, che ha prodotto effetti significativi su vaste aree.

Va subito detto che trattandosi di masse d’aria polari continentali, d’estrazione siberiana, si presentano piuttosto gelide solo nei bassi strati, presentando uno spessore non superiore ai 1.5-2.0 km. Ciò spiega perché il gelo si avverte maggiormente nelle località a bassa quota di Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan, mentre in quota i valori termici risultano un po’ più elevati. L’aria siberiana, molto gelida e pesante, proveniente da Nord, ha invaso le ex Repubbliche Sovietiche dell’Asia centrale, depositandosi con il suo velo negli strati più bassi, fra pianure, steppe nelle vallate più interne dell’imponente catena montuosa del Tien Shan. Il deposito delle masse d’aria molto gelide nei bassi strati ha prodotto spettacolari inversioni da scorrimento per effetto orografico che hanno fatto sprofondare i termometri al di sotto dei -10°C -15°C. Ma salendo di quota le temperature cominciano nuovamente a crescere, portandosi su valori sempre più prossimi alla soglia degli +0°C. A tal proposito basta analizzare le inversioni in Tajikistan, abbastanza eloquenti. Analizzando l’andamento del campo termico ai 2000 metri di Khorog si scorgono temperature poco sopra lo +0°C, contro i picchi di -15°C -20°C registrati nelle vallate sottostanti, dove agiscono le masse d’aria gelide, d’origine siberiana. Anche nel vicino Kirghizistan, la capitale Bishkek, a bassa quota, ha più o meno le stesse temperature ai 3600 metri dei monti del Tian Shan. Non è il tipico freddo da “cuscino”, perchè nei giorni scorsi le temperature erano ancora piuttosto miti, specie fra Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan, dove si registravano significative anomalie termiche positive.

Le termiche in quota (a 850 hpa) non sono nemmeno a livello delle grandi ondate di gelo del 1964,1969,1972, ma neanche del 2008. Nonostante ciò l’aria nei bassi strati d’estrazione siberiana si presenta ancora più gelida. Ma le forti gelate che stanno accompagnando la discesa di questo grosso blocco d’aria gelida, di origine siberiana, sopra i paesi dell’Asia centrale, hanno anche favorito l’abbattimento di un nuovo record assoluto di freddo nell’importante città uzbeka di Termez, dove il termometro ha fatto registrare una minima di ben -21.7°C. Finora mai a Termez ha fatto cosi freddo. La minima di -21.7°C, registrata la notte scorsa, va addirittura sotto il record del 1969, riuscendo a stabilirne uno nuovo di zecca. Il record di freddo anteriore di Termez (quello ufficiale) era di -19.7°C. Ma in realtà esistono altri valori ufficiosi di -25°C che però riguardano altre zone della città uzbeka. Ma la cosa più inusuale riguarda il fatto che il gelo intenso non si sta registrando nelle aree normalmente più fredde, ma nelle vallate di norma più calde, mentre nelle zone tradizionalmente più fredde i valori sono ben lungi dell’eccezionalità. Tanto per fare un esempio, l’ondata di gelo del 1969, che fu veramente molto forte, stabilì i nuovi record assoluti di freddo di Tashkent e Ashkbadad, e anche picchi di ben -52°C nel nord dell’Afghanistan. Una parte di quest’aria particolarmente gelida, nei bassi strati, dopo aver interessato Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan, è scivolata ulteriormente verso sud, riversandosi sul nord dell’Afghanistan, dove le masse d’aria polari continentali in sfondamento da Nord, interagendo con le più umide e temperate correnti occidentali, attive soprattutto in quota, nella media e alta troposfera,  hanno dato la stura anche ad abbondanti precipitazioni nevose, fino a bassissima quota sui fondovalle della regione montuosa del Pamir.

Negli ultimi giorni, fra domenica 2 e martedì 4 Febbraio, persistenti nevicate hanno coperto di bianco la città di Mazar El Sharif, nel nord dell’Afghanistan. Le nevicate, a tratti anche intense, hanno anche determinato un brusco calo termico, indotto proprio dal notevole effetto “Albedo” prodotto dal suolo completamente innevato. Tanto che nella giornata di ieri la colonnina di mercurio è scivolata sotto il muro dei fatidici -19°C. Un valore davvero notevole, anche se siamo ancora ben lontani dal record assoluto di freddo, che per Mazar El Sharif è di -24°C. Una nevicata particolarmente abbondante si è avuta pure ad Ashkabat, cittadina del nord dell’Afghanistan, dove ieri sono caduti fino a 23 cm di neve. Si tratta di un accumulo di neve notevolissimo. Mentre nell’estremo nord dell’Afghanistan montagne e fondovalle stanno facendo il pieno di neve, nel resto del paese asiatico non sta succedendo nulla. Nella capitale Kabul si è verificata solo una debole nevicata, con fiocchi di piccoli dimensioni e temperatura di poco sotto i +0°C. Più a sud troviamo un clima molto mite, tipico dei climi più propriamente sub-tropicali. Intanto parte dell’aria molto fredda, affluita sul nord dell’Afghanistan, nel corso delle prossime ore riuscirà a sconfinare verso il Pakistan nord-occidentale, apportando fitte nevicate sui rilievi.

A rischio neve stanotte pure la città di Dalbandin, nell’ovest del Pakistan, il che è un evento molto molto raro. Al momento su Dalbandin il cielo è coperto, con appena +0°C. In caso di precipitazioni, anche deboli, sarebbe subito neve. Nella città di Quetta, più a est, è già caduta sia pioggia che gelicidio e neve. Solo pioggia a Parachinar. Ma nei prossimi giorni freddo, gelo e neve continueranno ad insistere sull’Asia centrale, interessando soprattutto Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan e nord dell’Afghanistan, dove sono attese ulteriori nevicate, per l’insistenza in quota di un “CUT-OFF”, colmo d’aria molto fredda, che da domani andrà prontamente a colmarsi fra l’est dell’Afghanistan e il nord-ovest del Pakistan.