Altro che inverno. Stiamo vivendo una fase climatica caratterizzata da un autunno perenne, con un continuo andi e rivieni di perturbazioni atlantiche che hanno già messo sott’acqua il sud dell’Inghilterra, la Francia settentrionale e parte dell’Italia centro-settentrionale, dove le piogge continuano a farla da padrone. Come un rullo compressore il flusso perturbato principale scorre con un elevatissimo indice zonale sopra l’Atlantico settentrionale, presentando su questo dei massimi di velocità molto intensi nel tratto di oceano ad ovest delle Isole Britanniche, dove è presente un corposo “gradiente di geopotenziale”, a cavallo fra l’Islanda e le Azzorre, che continua ad alimentare un impetuoso “getto polare” che penetra fino al cuore dell’Europa. Il fortissimo “getto polare”, che dall’Atlantico settentrionale penetra fino all’Europa occidentale, sta contribuendo a mandare in “Stretching” l’asse di saccatura che in queste ore si appresta ad attraversare l’Europa centrale e il bacino centrale del mar Mediterraneo. Tale saccatura, pertanto, è preceduta lungo il suo lato orientale da una ampia “Warm Conveyor Belt”, di tipo “Forward”, che tende a spostarsi verso l’area balcanica. Ma il poderoso flusso perturbato atlantico, una volta giunto al traverso dell’Europa orientale, subirà un drastico rallentamento, causa la presenza di un promontorio anticiclonico di blocco, che dalla Turchia estende i propri elementi principali in direzione della Russia europea.
Ma ancora più notevoli sono le isoterme presenti in quota, con una +8°C +9°C a 850 hpa che sorvolerà la parte orientale del mar Nero, spingendosi fino alle coste meridionali della Russia europea. Ma le temperature si porteranno su valori positivi anche tra Bielorussia e Russia europea, con massime di oltre i +3°C +4°C anche su Minsk e nelle città della Russia europea centro-meridionale. Questa rimonta d’aria mite, innalzando in modo anche brusco i valori termici su molti paesi dell’est Europa, ben al di sopra dei +0°C, accelererà anche il processo di fusione del manto nevoso caduto in queste ultime settimane, tanto che in tante località, fra Russia europea, Repubbliche Baltiche, Bielorussia, Ucraina e Polonia, i mucchi di neve ancora resistenti al suolo rischiano di essere totalmente fusi dalle alte temperature.
