
Le lampade e i lettini abbronzanti sono nell’occhio del ciclone già da diversi anni, tanto che, nel 2009, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) e l’Oms (Organizzazione mondiale per la sanità) ne hanno sconsigliato l’uso, classificandole come “cancerogene del gruppo1”, equiparandole ad altri fattori di rischio (fumo, alcol, amianto).
Ultimamente, il decreto ministeriale 12 maggio 2011, n° 110, ha provveduto ad aggiornare la normativa italiana riguardante le lampade abbronzanti, vietando la sottoposizione a questo trattamento a: soggetti con patologie dermatologiche che possono essere aggravate dall’esposizione UV, minori di 18 anni, donne incinte, soggetti che soffrono o hanno sofferto di neoplasie della cute, soggetti con fototipo I e II che si scottano facilmente. Si tratta di un decreto rivolto a operatrici e operatori che lavorano nei centri estetici, un richiamo alla sicurezza, passando dall’informazione e dalla consapevolezza dei rischi connessi all’esposizione indiscriminata alle radiazioni UV. L’effetto acuto più conosciuto dell’eccessiva esposizione ai raggi UV è l’eritema, il tipico arrossamento della pelle, denominato anche scottatura. La sintesi di melanina stimolata dai raggi UV produce, nella maggior parte delle persone, l’abbronzatura della pelle, che avviene entro pochi giorni dall’esposizione. Un altro effetto di adattamento meno evidente è l’ispessimento degli strati superficiali della pelle, che attenua la penetrazione dei raggi UV negli strati più profondi. Entrambe le risposte sono un segno evidente di danno alla pelle. Le lampade abbronzanti possono provocare tumori alla pelle non melanocitici, che comprendono: il carcinoma basocellulare o basalioma e il carcinoma squamoso o spinocellulare.
Si tratta di tumori raramente letali, ma il trattamento chirurgico può risultare deturpante. Il carcinoma della pelle si manifesta più frequentemente sulle parti del corpo solitamente esposte al sole (orecchie, viso, collo e avambracci) e il principale fattore causale è l’esposizione, ripetuta e di lungo periodo, alla radiazione UV. Il melanoma maligno, invece, seppur meno diffuso del carcinoma, è la causa più frequente di morte per cancro della pelle. E’ più comune tra le persone con carnagione e occhi chiari e capelli rossi o biondi. Nell’occhio, gli effetti dell’esposizione acuta alle radiazioni UV comprendono la fotocheratite e la fotocongiuntivite; reazioni infiammatorie che normalmente appaiono poche ore dopo l’esposizione, sono analoghe all’eritema, ma si manifestano sui tessuti epiteliali molto sensibili (es. quelli del bulbo oculare e delle palpebre). L’esposizione al sole, in particolare alle radiazioni UVB , sembra essere il principale fattore di rischio per lo sviluppo della cataratta.
