L’aria gelida scivolata sull’Asia centrale raggiunge l’Iran portando abbondanti nevicate sulle coste del mar Caspio

L’ondata di gelo che in questi giorni ha duramente colpito i paesi dell’Asia centrale ha apportato anche abbondanti nevicate anche sulle regioni dell’Iran settentrionale, fin sulle coste affacciate sul mar Caspio. Le forti nevicate hanno causato ingenti disagi in tutto l’Iran settentrionale, dove oltre 480.000 le abitazione sono ancora prive di energia elettrica. Particolarmente colpita è risultata la provincia di Mazandaran, dove scuole e uffici sono stati chiusi, a causa della totale paralisi dei trasporti. Le intense nevicate che hanno colpito, in modo pure pesante, il versante settentrionale dei monti Elburz, l’imponente catena montuosa che si erge sull’Iran settentrionale, appena a sud del Caucaso e ai confini dell’Iran con Turkmenistan e Afghanistan, sono state prodotte dallo scivolamento, lungo il mar Caspio, di un blocco di aria molto gelida nei bassi strati che si è umidificato sopra le più miti acque superficiali di questo bacino.

IRAN-WEATHER-SNOWIl transito delle fredde correnti settentrionali, le quali tendono a conservare le loro origini gelide dopo essere passate sopra estese aree continentali della Siberia occidentale e dell’ovest del Kazakistan, sopra le miti acque del mar Caspio, ha inasprito i forti contrasti termici che si sono determinati sopra la più tiepida superficie del suddetto bacino (forte “gradiente termico verticale”), favorendo lo sviluppo di annuvolamenti piuttosto compatti che sono stati in grado di apportare precipitazioni piuttosto persistenti, con nevicate uniformi che hanno coperto di bianco le coste iraniane che si affacciano sul mar Caspio. In seno a questa densissima coltre di nubi, addossata sul versante settentrionale dei monti Elburz, si sono sviluppati anche degli addensamenti cumuliformi che hanno dato la stura anche a dei rovesci nevosi che hanno duramente colpito la provincia di Mazandaran, di sicuro una fra le più colpite. Lo scoppio dell’instabilità convettiva e della nuvolosità cumuliforme viene spiegata dal fatto che a contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida, sia di origini artiche o siberiane, si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, mentre in quota continua a mantenere le sue origini gelide.

Tale dinamica tende a esacerbare il “gradiente termico verticale” all’interno della massa d’aria, instabilizzandola dall’interno e alimentando la formazione di annuvolamenti cumuliformi a ridosso delle coste dell’Iran settentrionale. Sulle coste settentrionali iraniane, a causa dello “stau” esercitato dai monti Elburz, nei confronti delle gelide correnti settentrionali discendenti direttamente dal bassopiano della Siberia occidentale e dal Kazakistan occidentale, le precipitazioni nevose sono divenute particolarmente persistenti, insistendo per svariati giorni. Ma una bella nevicata ha investito pure la capitale Teheran, con accumuli che hanno superato anche gli 8-10 cm in alcuni quartieri. La nevicata ha creato enormi disagi, soprattutto nei trasporti, paralizzati, con grossi ingorghi, soprattutto nel cuore di Teheran. Dopo la nevicata su Teheran il termometro è scivolato al di sotto dei -7°C, mentre nelle province nord-occidentali iraniane le minime notturne sono sprofondate abbondantemente sotto il muro dei -10°C -12°C, con picchi fino a -15°C -16°C.