Dopo intere settimane di piogge incessanti ora in Inghilterra c’è grande apprensione per l’imminente ondata di piena del Tamigi, già gonfiato dalle abbondantissime precipitazioni che fra Dicembre e Gennaio hanno flagellato in modo incessante l’Inghilterra meridionale. Basti pensare che in alcune contee dell’Inghilterra sud-occidentale, negli ultimi 30 giorni, sarebbero caduti fino ad oltre 150 mm di pioggia. Un quantitativo davvero enorme per il clima inglese, nel pieno della stagione invernale. In previsione del passaggio della nuova ondata di piena del Tamigi le autorità britanniche hanno diramato 14 allarmi per il rischio esondazione di livello “grave”, quello che indica il pericolo più alto per le persone. Le contee più colpite sono il Berkshire e il Surrey, nelle quali l’acqua del fiume ha già invaso alcune abitazioni che si trovano lungo le rive. Ma la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente nelle prossime ore, quando l’ondata di piena del grande fiume inglese si dirigerà verso sud-est, provocando locali esondazioni che metteranno sott’acqua parte delle campagne, fra il Berkshire e il Surrey.

Difatti i territori d’oltremanica devono fare i conti con tempeste di vento, mareggiate, anche violente, che rendono le condizioni atmosferiche particolarmente avverse. Le continue tempeste di vento e le annesse mareggiata, che giorno dopo giorno continuano ad erodere le coste di Irlanda, Scozia e Inghilterra, stanno creando enormi disagi e purtroppo danni ingenti nei vari centri abitati ubicati in prossimità della linea di costa. Tutto ciò è strettamente connesso ad un tipo di assetto configurativo, da “AO” e “NAO” positivi, che tende ad intensificare notevolmente il “gradiente barico orizzontale” (notevolissimi divari pressori fra l’Islanda e le isole Azzorre) lungo tutto il medio-alto Atlantico, dove si viene a creare un fitto groviglio di isobare fra la profonda depressione islandese, che domina sull’Atlantico settentrionale, e il promontorio anticiclonico azzorriano, disteso in modo zonale sull’Atlantico centro-settentrionale, con massimi barici al suolo posizionati fra i 30° e i 35° di latitudine nord. Questa fitta contrapposizione barica fra l’alta pressione delle Azzorre e la depressione (semi-permanente) d’Islanda, è all’origine delle frequenti tempeste oceaniche che negli ultimi mesi hanno flagellato le Isole Britanniche, ed in misura minore pure la Spagna, Francia, il Belgio e l’Olanda, con venti a tratti anche violenti, che hanno oltrepassato la soglia dei 140-160 km/h. E nelle prossime settimane c’è poco da stare allegri. Nuove profonde depressioni, con annessi sistemi frontali, colpiranno le Isole Britanniche, portando forti venti di burrasca e soprattutto piogge molto abbondanti che cadranno su terreni saturi, che non riusciranno ad assorbire tutta quest’acqua. Il rischio maggiori di allagamenti ed esondazioni risulterà più marcato fra Irlanda, Galles ed Inghilterra meridionale, dove molte aree sono già compromesse dalla piena del Tamigi.
