Ieri è iniziato il mese di febbraio, che climaticamente è uno dei più freddi dell’anno in tutt’Italia e in modo particolare al centro/sud dove è molto diffuso il detto “febbraio febbraietto corto e maledetto“. Ma una delle credenze meteo più importanti del mese è legata alla candelora, che era una festa pagana antichissima che a Roma si celebrava tra il 15 e il 18 del mese. Il culmine della festa era la februatio (da cui deriva il nome febbraio), cioè la “purificazione” della città dagli influssi dei demoni. Le donne giravano con ceri e fiaccole accese, come simbolo di luce e benevolenza divina. Il cristianesimo, poi, si appropriò della februatio, convertendola nella festa della Purificazione della Madonna e spostando la data al 2 febbraio. Uno dei proverbi più famosi in tutta Italia recita così: per la Candelora, se nevica o se plora, dell’inverno siamo fora, ma se c’è sole o solicello siamo solo a mezzo inverno. Il detto ha poi infinte varianti, ma il fattore comune è che non c’è relazione statisticamente significativa con l’andamento reale della stagione.

Le origini della Candelora vanno ricercate nelle antiche celebrazioni italiche, legate soprattutto alle divinità romane. Nella Roma antica il mese di febbraio era un momento contrassegnato dal caos, dal rimescolamento tra vecchio e nuovo e non a caso è ancora oggi legato al Carnevale, la festa celebrativa della confusione e del ribaltamento delle regole. Macrobio sosteneva che la parola latina februarius fosse connessa ai riti purificatori. Februare infatti significa purificare, espiare.
