L’aneurisma è una dilatazione permanente di un tratto arterioso. Normalmente si considera aneurismatico un segmento arterioso quando il suo diametro raggiunge il doppio di quello considerato normale. Nel caso di interessamento dell’aorta, il più grande vaso sanguigno del nostro organismo, che rifornisce di sangue pulito e pieno d’ossigeno tutto il nostro corpo, partendo dal cuore, attraversando il torace, fino a raggiungere l’addome, dove si divide per fornire di sangue gli arti inferiori; si parla di aneurisma quando la dilatazione ha dimensioni superiori al 50% del diametro normale (corrispondente nel maschio adulto di 60 anni a circa 2 cm., e nella donna della stessa età a dimensioni lievemente inferiori). Ogni anno ci sono circa 200.000 nuovi casi di aneurisma dell’aorta addominale, noto con la sigla AAA, in cui si ha una dilatazione patologica dell’aorta nel suo tratto addominale, che può andare incontro a rottura, con esito potenzialmente fatale.
CAUSE: Nonostante la causa degli aneurismi aortici addominali sia sconosciuta, un certo numero di fattori può svolgere un ruolo importante per questa causa: l’uso del tabacco (il fumo di sigaretta contribuisce alla formazione di placche di grasso nelle arterie (arteriosclerosi), provoca pressione alta, può velocizzare la crescita di un aneurisma e il danneggiamento dell’aorta); arteriosclerosi (indurimento delle arterie che si verifica quando le sostanze grasse si accumulano sul rivestimento del vaso sanguigno, aumentando il rischio di aneurisma), vasculite (in rari casi, l’aneurisma aortico addominale può essere dovuto ad un’infezione o infiammazione che indebolisce una sezione della parete aortica), età (superiore ai 65 anni), storia familiare (ereditarietà), alimentazione scorretta, malattie cardiache.
Gli aneurismi aortici addominali sono quasi sempre silenti, finché non raggiungono o sono vicini al punto di rottura.
COMPLICAZIONI: Tra le principali complicazioni di un aneurisma aortico addominale: lacrime nella parete aortica (dissezione). Un aneurisma rotto può portare ad emorragie interne pericolose per la vita.
SINTOMI: I sintomi della rottura dell’aneurisma sono: dolore addominale o alla schiena improvviso, intenso e persistente, dolore che si irradia verso la schiena o le gambe, vertigini, nausea, bassa pressione sanguigna, perdita di coscienza, mancanza di respiro. Piccoli coaguli di sangue possono svilupparsi nella zona dell’aneurisma aortico. Se un coagulo di sangue si scatena nella parete interna di un aneurisma e blocca il vaso sanguigno in un altro punto del corpo, può causare dolore o bloccare il flusso sanguigno alle gambe, ai piedi ecc.
DIAGNOSI: La maggior parte degli aneurismi addominali può essere rivelata con una delicata e accurata palpazione dell’aorta addominale. Solitamente l’aneurisma appare sia come una massa espansibile non dolente, che con pulsazioni sia laterali che anteriori. Spesso, comunque, è apprezzabile solo una pulsazione forte, che rende difficile distinguere un’aorta normale da un aneurisma. Un sospetto di aneurisma può aversi, a volte, dopo che è stata eseguita una rx per altri motivi. L’ecografia conferma la diagnosi, fornendo informazioni precise sulle dimensioni, la forma e la localizzazione dell’aneurisma. Una rottura è improbabile se il diametro è minore di 5 cm., aumentando quando esso è maggiore. Se i pazienti hanno sintomi e segni clinici di un aneurisma in fase di rottura, è indicata un’esplorazione laparotomica immediata. Se l’indice di sospetto è basso e l’inizio del dolore è recente, va effettuata una TC con contrasto dell’addome. Se l’aneurisma è già noto, si può osservare un’inondazione retroperitoneale. La diagnosi di rottura è l’unico caso in cui la TC è superiore all’ecografia.
CURA: Le modalità di trattamento dipendono dalle dimensioni, dalla sede dell’aneurisma dell’aorta addominale e dalle condizioni generali del paziente. Se l’aneurisma è piccolo, il medico può consigliare solo visite di controllo periodiche per tenerlo sotto controllo. Se è di dimensioni maggiori, o in rapida crescita, risulta più facilmente esposto al rischio di rottura, per cui il medico può effettuare il trattamento chirurgico tradizionale: il chirurgo incide l’addome o il fianco del paziente e ripara l’aorta, sostituendo la parte malata (aneurisma) con una protesi sintetica (tubo) mantenuta in sede tramite suture, in anestesia generale. Il trattamento endovascolare, invece, è una procedura relativamente nuova, meno invasiva della chirurgia a cielo aperto e prevede l’esclusione (isolamento)dell’aneurisma tramite il posizionamento di una protesi endovascolare nella parte malata dell’aorta, formando una nuova via per il flusso sanguigno. La protesi rimane permanentemente nell’aorta grazie ai suoi uncini di ancoraggio in metallo e alla forza radiale che la preme saldamente contro la parete aortica.
