
Il vulcano ha ripreso l’attività ieri sera, eruttando ceneri e lava ardente sui villaggi limitrofi anche a distanza di chilometri. Gli abitanti sono fuggiti a bordo di tutti i mezzi disponibili, bici, moto e auto. Circa 200.000 persone residenti nei 36 villaggi nel raggio di 10 chilometri dal vulcano hanno ricevuto l’ordine di evacuazione, ma solo la metà ha cercato rifugio nei campi allestiti dalle autorità.
Gli aeroporti di Surabaya, Malang, Yogyakarta, Solo, Bandung, Semarang e Cilacap sono stati chiusi a causa di scarsa visibilità e del pericolo che la polvere costituisce per i motori degli aerei.
Ad inizio febbraio un altro vulcano, il Sinabung, ha ripreso ad eruttare, uccidendo almeno 16 persone. Inattivo da oltre 400 anni, si è risvegliato una prima volta nel 2010 e poi a settembre 2013. L’Indonesia conta circa 130 vulcani attivi.
