Continua il mistero sulla sorte del Boeing 777-200 Er della compagnia di bandiera ‘Malaysian Airlines’, apparentemente svanito nel nulla con 227 persone a bordo mentre era in volo da Kuala Lumpur a Pechino. A oltre 24 ore di distanza dalla sua scomparsa sul Mar Cinese Meridionale, dell’aereo continua a non esservi traccia, malgrado i mezzi messi in campo dall’Agenzia per la Sicurezza Marittima del Paese asiatico abbiano ormai scandagliato un’area del raggio di 50 miglia nautiche dal punto in cui era stato localizzato l’ultima volta, al largo della costa dello Stato federato nord-orientale del Kelantan, a ridosso della frontiera thailandese. Stando al direttore Datuk Amdan Kurish, citato dal quotidiano in lingua inglese ‘New Straits Times’, sarebbe stato recuperato unicamente un lembo di stoffa di piccole dimensioni, inizialmente scambiato per un giubbotto salvagente, che galleggiava tra le onde e che e’ stato individuato dai ricognitori. Al ripescaggio ha poi provveduto l’equipaggio di uno dei battelli di soccorso che incrociano in quel tratto. E’ troppo presto pero’, ha precisato Kurish sul giornale malese, per stabilire se il tessuto provenga davvero dal velivolo sparito: domani si procedera’ alle analisi del caso. Sara’ inoltre ulteriormente ampliata la zona delle ricerche, condizioni meteorologiche permettendo.
Che cosa sia accaduto all’aereo dellaMalaysia Airlines scomparso ieri mentre volava sulle acque tra Malesia e Vietnam resta ancora ignoto. Lo dichiarato il ceo di Firefly, compagnia di volo sussidiaria del vettore malese, Ignatius Ong, in conferenza stampa a Pechino. Ha aggiunto che l’aereo, su cui viaggiavano 239 persone, era stato ispezionato dieci giorni fa ed era stato dichiarato “in condizioni adeguate”. L’amministratore delegato di Malaysia Airlines, Ahmad Jauhari Yahya, ha detto che i piloti del Boeing 777 non hanno mandato alcun segnale di allarme o di notifica di problemi, suggerendo che quanto accaduto all’aereo si sia verificato velocemente e, presumibilmente, tragicamente.
