Mentre prosegue in commissione Bilancio al Senato l’iter della norma, concordata con il Governo, che fa slittare i tempi per il pagamento dei tributi e ripristina la dotazione finanziaria per i mutui agevolati per un massimo di 90 milioni di euro sui danni ai privati per l’alluvione del 18 novembre in Sardegna, oggi alla Camera sono stati nuovamente bocciati due emendamenti – uno del Pd e l’altro del Movimento 5 stelle – che riproponevano le misure gia’ contenute nel Salva Roma ritirato dall’esecutivo Renzi. A Montecitorio si e’ quindi assistito ad un’ennesima levata di scudi da parte dei parlamentari sardi che a diverso titolo richiamano il Governo agli impegni presi. Una schiarita e’ attesa per domani quando approdera’ in Senato, per il primo via libera, il disegno di legge che contiene gli interventi per gli alluvionati sardi. La reazione piu’ dura allo stop della Camera arriva dal deputato di Unidos, Mauro Pili.

“Se il reato di omissione di soccorso fosse esteso anche a decisioni di carattere politico, lo Stato centrale ed in particolare i governi Letta e Renzi dovrebbero esser chiamati a risponderne”, cosi’ l’ex presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, commenta la bocciatura degli emendamenti che prevedevano misure per il post-Alluvione nell’isola. “Dopo le passerelle, le promesse da ‘malu pagadori’ (cattivo pagatore), le ridicole bacchettate di chi ci ha accusato di non aver utilizzato dei fondi per poi rendersi conto, non senza imbarazzo, che a bloccarli e’ stato qualche solerte burocrate romano, assistiamo ora allo spettacolo indecoroso dei rinvii, delle beffe, di un sostengo che non arriva mai. Cambiano i presidenti del Consiglio – ha concluso Cappellacci – ma prosegue una vergognosa, vile e subdola secessione dello Stato centrale dalla Sardegna”.