Ambiente: a nuoto per 4.000 km in favore dell’acqua potabile

Dai contrafforti dell’Himalaya fino al mare della Cina meridionale: oltre 4mila chilometri attraverso sei paesi nuotando lungo i fiumi asiatici. E’ l’impresa, a dir poco spericolata, di un 28enne francese, Remi Camus, ideata per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’acqua potabile.
“Sono partito su ‘invito del mondo’, dei suoi popoli, dell’ambiente e delle deturpazioni che vengono fatte ai suoi danni. Io cammino, corro, nuoto ai limiti delle mie forze fisiche per una causa nobile”, ha spiegato Camus da Phnom Penh, la capitale cambogiana dove ha fatto scalo.
“Mi sono buttato in acqua l’8 ottobre in Cina, alla frontiera del Tibet”, ha raccontato Camus, “il fiume là è turbolento, con rapide, gole, canyon dove ho anche battuto il record di velocità a nuoto (37 km/h)”. L’atleta procede in autonomia e senza assistenza, con indosso una muta e uno zaino da 5 chili.
Già nel 2011, l’avventuriero francese aveva attraversato l’Australia correndo in 100 giorni da Melbourne a Darwin (5400 chilometri) in difesa dei popoli aborigeni.