
Tutto ebbe inizio il 17 Novembre 2012, quando 60.000 persone presero parte alla più grande manifestazione mai indetta da parte del movimento di resistenza di Notre-Dame-des-Landes. Una partecipazione di massa del mondo contadino. Quel giorno furono occupate le prime abitazioni e realizzate le prime case. Da allora il presidio si è trasformato in un eco-villaggio.
Oggi sono circa 200 coloro che vi risiedono permanentemente e si rifiutano di lasciarlo. Minacciano resistenza e lotta continua, almeno fin quando il Governo non cederà sulla decisione di destinare l’area di ben 1600 ettari alla realizzazione dell’aeroporto internazionale entro il 2017.
Nel frattempo si sono organizzati: sono suddivisi in una cinquantina di gruppi che vivono in case realizzate con materiali di recupero o in immobili salvati dalla distruzione. Si occupano di attività agricole e orticole. Producono farmaci naturali, pane e formaggi. Organizzano laboratori di cucito e di riparazione di biciclette, nel pieno segno del downshifting e della decrescita felice.
Mobilità sostenibile, autoproduzione e riciclo creativo sono diventati il simbolo della lotta contro un progetto dal devastante impatto ambientale. Per difendere questo pezzo di terra e la sua biodiversità gli abitanti di Notre-Dame-des-Landes hanno per guardiani trattori, bus e mietitrebbie, che presidiano la strada di ingresso: servono a ostacolare i continui sgomberi e abbattimenti disposti dalle autorità ed eseguiti dalle forze di polizia.
Ambiente: orti e riciclo contro la costruzione di un aeroporto, la lotta di un villaggio in Francia
