Arsenico negli alimenti di origine animale e vegetale: a Viterbo parte il monitoraggio: terreni, acqua, latte, uova miele e carne verranno messi sotto osservazione. E alla fine verra’ creato un database da mettere a disposizione delle varie autorita’ competenti, tra queste l’Efsa (Autorita’ europea per la sicurezza alimentare). Sul progetto – elaborato dalla Asl – stamattina sono stati discussi tempi, procedure e competenze nel corso di una conferenza dei servizi. Presenti la Regione, la Asl di Viterbo, gli Istituti zooprofilattici sperimentali di Lazio e Toscana, l’Universita’ della Tuscia e l’Istituto superiore di sanita’. Si e’ deciso che a breve partira’ la fase operativa dell’indagine, che ha valenza di carattere scientifico e preventivo. “Rispettando quelli che sono i diversi livelli della catena alimentare – spiega il direttore del Servizio veterinario ispezione alimenti di origine animale della Asl di Viterbo, Giuseppe Micarelli – e’ necessario effettuare diverse tipologie di controlli sugli alimenti prodotti nelle zone della nostra provincia dove la presenza diArsenico nelle acque e’ piu’ elevata, al fine di garantire la tutela della salute del consumatore”. Il monitoraggio verra’ effettuato nei terreni dove vengono coltivati alimenti di origine vegetale per l’uomo e per gli animali; nelle acque utilizzate per abbeverare gli animali e per l’irrigazione dei campi; sulle produzioni di latte, uova e miele e sul pesce pescato nelle zone dove eventuali affluenti sotterranei alimentano i laghi presenti nella provincia. Inoltre, effettueremo dei controlli sulle carni prodotte nel Viterbese e sulle stesse matrici nei territori dove il valore di Arsenico e’ nei limiti di legge. “Il progetto, coordinato da Regione Lazio, Direzione salute e integrazione socio sanitaria, area sanita’ veterinaria – spiega il consigliere regionale Riccardo Valentini, presente all’incontro – prevede la partecipazione di numerose professionalita’ e di diversi enti, ognuno con un ruolo specifico. La catena dei controlli iniziera’ con i tecnici del Servizio veterinario igiene degli alimenti di origine animale e del Servizio igiene e nutrizione (Sian) della Ausl di Viterbo, che effettueranno i prelevamenti a campione e la georeferenziazione delle zone individuate nel territorio”. Poi gli Istituti zooprofilattici sperimentali di Lazio e Toscana si occuperanno delle analisi di laboratorio sugli alimenti di origine animale e su quelli destinati all’alimentazione animale; il Dipartimento per l’innovazione dei sistemi biologici agroalimentari e forestali dell’Universita’ della Tuscia avra’ il compito di analizzare gli alimenti di origine vegetale e i terreni. “Infine – conclude Valentini – al Dipartimento di sanita’ pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’Istituto superiore di sanita’ e’ stato affidato il supporto tecnico scientifico ed eventualmente analitico del progetto”.