
Nonostante il diametro ridotto – 30 metri – l’asteroide, scoperto il 28 febbraio scorso, sarà visibile telescopicamente e il perigeo dovrebbe essere raggiunto alle 22.06 ora italiana. Il suo passaggio è, secondo gli esperti, un record storico, poiché rientra fra i 200 più ravvicinati avvenuti dall’inizio del ‘900.
Le previsioni su quali oggetti possano in futuro rappresentare un pericolo è molto difficile, così come ogni eventuale intervento dato lo scarso preavviso: a causa della bassa albedo (capacità di riflessione) della loro superficie gli asteroidi sono di norma virtualmente invisibili agli strumenti ottici (a meno che non si trovino a passare davanti a un corpo luminoso) e troppo piccoli per causare effetti gravitazionali osservabili. La collisione di un asteroide di dimensioni significative (oltre 45 metri di diametro) è comunque un evento raro – circa 3 ogni 1000 anni – ma potenzialmente in grado di causare gravi disastri naturali. Al momento la NASA ha identificato solo 5 oggetti sufficientemente massicci da costituire un rischio e con una possibilità di collisione superiore a una su un milione: in particolare vengono tenuti d’occhio un asteroide del diametro di 130 metri con una probabilità su tremila di colpire la Terra nel 2048 e soprattutto “Apophis”, con una possibilità su 43mila di collisione nel 2029 e nei successivi passaggi del 2036, 2037 e 2069.
