Brusca “frustata” dell’inverno tra Ucraina e Russia, venti a 90 km/h, temporali e tardivi rovesci di neve raggiungono il sud della Russia e le rive del Caspio

L’inverno dopo essersi reso latitante per un intera stagione, proprio in queste ore, sta mettendo in scena quella che potremo definire come una vera e propria “frustata” tra l’Ucraina orientale e la Russia europea, visto l’ingente energia messa in gioco dai fenomeni atmosferici. La profonda circolazione depressionaria, a carattere freddo, responsabile delle forti burrasche da NO che nel pomeriggio di sabato 15 Marzo hanno sferzato le Repubbliche Baltiche, si è già spostata sul nord della Russia europea, presentando un minimo barico al suolo sceso sotto i 980 hpa sul nord della Carelia. Malgrado il suo parziale colma mento l’ampia depressione ha mantenuto un intenso “gradiente barico orizzontale” sul suo lato più meridionale, che sta attivando venti piuttosto forti, prevalentemente da Ovest e O-NO, fra l’est dell’Ucraina e il sud della Russia europea, dove sono state registrate raffiche fino a 70-80 km/h. I forti venti, da O-NO e Ovest, nelle ultime ore si sono ulteriormente rafforzati, a seguito dell’inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra il bacino del mar Nero, lambito dal cuneo stabilizzante dell’ampio promontorio anticiclonico oceanico che in queste ore si sta estendendo sul Mediterraneo centrale e nei vicini Balcani, e la Russia europea, sede della profonda circolazione depressionaria, in lenta evoluzione verso levante. Il consistente divario barico fra le opposte figure bariche sopra enunciate è all’origine dei forti venti di burrasca che in queste ore stanno spazzando l’Ucraina orientale e il sud della Russia europea.

La vasta struttura vorticosa presente sulla Russia europea, particolarmente attiva nella media troposfera, continua ad essere alimentata, lungo il suo bordo più occidentale, dalla discesa di masse d’aria molto fredde, d’estrazione artico marittima, che dal mare di Barents si spingono verso la Lapponia, la penisola di Kola ed il mar Bianco, con una moderata ventilazione dai quadranti settentrionali. Da qui le masse d’aria fredda, di origine artica, tendono a versarsi liberamente fra la Repubblica russa di Carelia, la Bielorussia e l’Ucraina, attraverso l’attivazione di una intensa ventilazione da O-NO e NO, che in queste ore sta spazzando con forza l’Ucraina orientale e il sud della Russia europea, dove in queste ore sono in atto autentiche burrasche, accompagnate da isolati rovesci di neve mista a pioggia e brevi gragnolate. L’isoterma di -8°C a 850 hpa in mattinata ha sorvolato l’Ucraina centro-meridionale, spingendosi fino al sud della Carelia, mentre le isoterme di -12°C -13°C invadevano l’area del mar Bianco e il settore nord-occidentale della Russia europea. L’aria fredda, a tutte le quote, scivolando verso le pianure ucraine e quelle della Russia europea, attraverso la sostenuta ventilazione da O-NO e NO, essendo più pesante tende ad incunearsi al di sotto dell’aria molto più mite e leggera che in questi giorni stazionava sopra l’Ucraina centro-orientale e il sud della Russia europea (dove sabato scorso i termometri hanno sforato il muro dei +18°C).

Incuneandosi al di sotto dell’aria mite, di tipo temperata continentale, l’aria fredda tende a scalfire l’aria mite preesistente nei bassi strati, contribuendo a scalzarla in modo piuttosto brusco e turbolento verso l’alto, favorendo lo sviluppo di intensi moti ascensionali (moti convettivi) in seno alla colonna d’aria che hanno agevolato la formazione di annuvolamenti cumuliformi (cumuli, congesti e cumulonembi) piuttosto imponenti, seppur a carattere isolato. Queste nubi cumuliformi, che si sono originate in seno alla discesa dell’aria molto fredda, di origine artica marittima, lungo il settore post-frontale dell’ampia circolazione depressionaria, in allontanamento verso il nord della Russia europea, in queste ore stanno continuando a transitare sopra la Bielorussia, l’Ucraina e la Russia occidentale, dando la stura a brevi rovesci di pioggia mista a neve e piccole grandinate, con temperature di appena +2°C +1°C a livello del suolo.  Addirittura, nel sud della Russia europea, fra il mar d’Azov e la regione di Krasnodar, in mattinata si sono verificati anche delle piccole “Cellule temporalesche” (complice anche la maggiore insolazione di Marzo che alimenta l’attività convettiva nelle ore centrali del giorno) che hanno prodotto dei temporali di pioggia mista a neve che hanno interessato anche la stessa Krasnodar, dove sono caduti dei fitti rovesci di acqua e neve, con una temperatura di appena +4°C, accompagnati da tuoni e fulminazioni.

A Krasnodar il passaggio del fronte freddo, che precedeva l’ingresso dell’aria molto fredda di origine artica, è stato preceduto da un forte temporale, dapprima di pioggia, poi tramutandosi in acqua e neve non appena il termometro è scivolato sotto i +4°C, con l’ingresso di forti raffiche di vento da Ovest, che attorno alle 12:00 PM (ora locale) hanno raggiunto un picco assoluto di ben 86.4 km/h nella stazione del vicino aeroporto. La neve è caduta anche a Stavropol’, sferzata in mattinata da venti molto forti da O-NO che hanno fatto registrare una massima raffica di ben 90 km/h. Nella città di Elista, situata poco ad ovest della pianura caspica, durante il passaggio del fronte freddo, con l’inserimento dei più freddi e forti venti da Ovest, è stata misurata una raffica di ben 93.6 km/h. I 93.6 km/h registrati a Elista rappresentano la raffica di vento più violenta registrata nel territorio della Russia europea dall’inizio del 2014. Ma rovesci di neve, a carattere sparso e di breve durata, hanno interessato la Bielorussia e l’Ucraina, dove la notte scorsa si sono verificate delle fioccate, quasi sempre rese semi/orizzontali dalle intense raffiche di vento, che soffiavano ad oltre i 60-70 km/h, soprattutto nella regione di Donetsk. In nottata una spolverata di neve, dovuta proprio a questi rovesci a carattere locale, ha tinto di bianco pure Kiev, e le altre principali città dell’Ucraina, fra cui Donetsk e Dnipropetrovs’k. In quest’ultima l’ingresso dei forti venti da NO in mattinata ha prodotto delle brevi ma forti burrasche, con raffiche che hanno lambito la soglia dei 82.8 km/h. A Donetsk, nell’est dell’Ucraina, le nevicate della mattinata hanno lasciato al suolo un accumulo complessivo di circa 2-3 cm di neve fresca.

flying over KievNelle prossime ore i rovesci nevosi e le burrasche di vento, da Ovest e O-NO, in atto nell’est dell’Ucraina, si sposteranno verso il sud della Russia europea, fra la regione di Krasnodar, quella di Rostov e l’area di Volgograd, dove si attende un brusco peggioramento già entro la prossima serata. Le grandi città russe di Rostov e Volgograd, assieme a Elista e alla più settentrionale Saratov, già da stasera, dopo il passaggio  del fronte freddo collegato alla profonda depressione sul nord della Russia europea, potrebbero imbiancarsi, per l’avvento di nevicate intermittenti, anche a carattere di rovescio. Ma rovesci di neve sparsi potrebbero interessare anche le località affacciate alle coste settentrionali del mar Caspio, lungo i confini fra Russia e Kazakistan. I venti dai quadranti occidentali, pur rimanendo piuttosto intensi, dalla prossima serata cominceranno ad attenuarsi gradualmente, per l’allentamento del “gradiente barico orizzontale” che domani rimarrà fitto solo tra il sud della Russia europea, il settore più settentrionale del mar Caspio e l’ovest del Kazakistan. Questo fitto “gradiente barico orizzontale” manterrà attive le burrasche da Ovest e O-NO, che nel corso della mattinata di domani, si sposteranno sulla regione di Astrakhan, per poi propagarsi molto velocemente alle steppe del Kazakistan occidentale e verso il settore più meridionale degli Urali, con venti che potranno toccare picchi di oltre i 60-70 km/h. Solo dalla giornata di mercoledì l’intensa ventilazione occidentale, fra la Russia meridionale e il Kazakistan occidentale, si attenuerà in maniera significativa, grazie alla graduale espansione verso est del robusto promontorio anticiclonico oceanico, che allungherà i propri elementi più orientali in direzione dell’Ucraina meridionale, del mar Nero e della Turchia, ripristinando su questi condizioni di maggiore stabilità atmosferica, con ampi spazi soleggiati e un importante aumento dei valori termici.

Piccoli accumuli di neve, dopo i rovesci delle scorse ore, resistono ancora nei parchi di Kiev (foto a cura di Yana Remenuik)