L’universo è sul punto di collassare su se stesso? La preoccupante scoperta di Krog

Jens Frederik Colding Krog, PhD presso il Center for Cosmology and Particle Physics Phenomenology presso la University of Southern Denmark e co-autore dell’articolo sul tema comparso su Journal of High Energy Physics, ha esaminato tre delle principali equazioni che stanno alla base della previsione di un cambiamento di fase, scoprendo che il Campo di Higgs può esistere in due stati, proprio come la materia può esistere allo stato liquido o solido: nel secondo stato in particolare, il Campo di Higgs risulta miliardi di volte più denso rispetto a quanto gli scienziati hanno osservato in precedenza. All’improvviso ed in un qualsiasi momento potrebbe comparire una bolla di questo campo ultra-denso  in un certo punto dell’universo, un po’ come quando l’acqua comincia a bollire. Il nuovo stato si espanderebbe poi alla velocità della luce, coinvolgendo tutto lo spazio e mutando lo stato attuale del Campo di Higgs in uno nuovo. Tutte le particelle elementari all’interno del nuovo stato avrebbero una massa molto più pesante e la forza di gravità le attrarrebbe fino a formare centri super massicci.

Da qui la tesi per cui l’universo nel quale viviamo potrebbe essere sul punto di collassare su se stesso. Può succedere domani, come fra un miliardo di anni. I fisici già da tempo avevano prospettato qualcosa di simile, ma i nuovi calcoli diffusi da Krog e colleghi ora non fanno altro che confermare questa previsione, e quindi il rischio di un collasso è ancora più grande di quanto si pensasse.

Secondo i fisici teorici, il processo potrebbe già essere iniziato da qualche parte nel cosmo, per poi estendersi al resto dell’universo: tutto ciò in esso contenuto, dai granelli di sabbia sulla Terra alle galassie, diventeranno milioni di miliardi di volte più pesanti di quanto non siano ora. Questa improvvisa transizione avrà conseguenze disastrose: il nuovo pesò comprimerà tutta la materia in una piccola sfera super calda e super pesante, e sarà così che l’universo cesserà di esistere. Come spiega l’articolo di cui sopra, questo violento processo è chiamato “transizione di fase“.

Molte teorie e calcoli prevedono una tale transizione di fase, ma vi erano alcune incertezze nelle elaborazioni precedenti,” spiega Krog. “Ora abbiamo eseguito calcoli più precisi e abbiamo scoperto due cose: sì, l’Universo probabilmente collasserà, e un crollo è ancora più probabile di quanto i vecchi calcoli avevano previsto. La transizione di fase inizierà da qualche parte nell’universo e da lì si diffonderà per la sua interezza. Forse il collasso è già cominciato da qualche parte, o forse comincerà fra un miliardo di anni. Non lo sappiamo.”

Anche se i nuovi calcoli prevedono un collasso dell’universo, è più probabile che non avvenga. Tutta la teoria, infatti, si basa su un requisito fondamentale, e cioè che l’universo sia costituito da particelle elementari, tra cui la famosa particella di Higgs. Se l’universo contiene in sé particelle sconosciute, allora il requisito che sta alla base della transizione di fase viene meno, e “il collasso sarà annullato,” conclude Krog.