Convegno “Frane e alluvioni”, il prof. Mandaglio: “contro il dissesto non c’è un antibiotico universale”

Giuseppe Mandaglio
Giuseppe Aveni
Lino Ardito
Gaetano Sciacca
Giovanni Verduci
Il tavolo dei relatori

Dopo gli interventi dell’architetto Giuseppe Aveni (dirigente provinciale dell’azienda Foreste Demianiali di Messina), del direttore Melo Citraro e del Presidente Lino Ardito del collegio dei geometri e dei geometri laureati della Provincia di Messina, durante il convegno di MeteoWeb “Frane & Alluvioni – Come salvaguardare il paesaggio della provincia di Reggio Calabria dai rischi provocati dai fenomeni meteo estremi” in corso alla Provincia di Reggio Calabria, ha preso la parola il prof. Giuseppe Mandaglio, docente di geologia applicata dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che ha proiettato sul territorio reggino tutti gli approfondimenti e le analisi fin qui illustrati per altre località. “La provincia di Reggio Calabria – ha dichiarato il docente universitario – s’è impegnata ad analizzare questa situazione, e ha dato mandato all’Università Mediterranea di approfondire questo argomento. I dati non sono ancora completi e i risultati delle nostre ricerche ancora parziali, ma dopo tanta esperienza sul territorio abbiamo alcune considerazioni chiare che già possiamo fare adesso. Nel campo del rischio idrogeologico, non esiste purtroppo un antibiotico universale. Se le grandi città sono costruite sulle pianure alluvionali, come Reggio e Messina o anche gran parte della Germania e molte altre località del mondo, non significa che la costruzione delle città possa cancellare i rischi naturali. Non basta scrivere sopra una pianura alluvionale il nome “Reggio” o “Messina” per aver risolto il problema. Dobbiamo capire di essere sempre a rischio, e imparare con umiltà dalla nostra padrona assoluta, la natura. Per individuare la cura esatta, dobbiamo analizzare il fenomeno. Ovviamente dobbiamo stare attenti nel momento in cui costruiamo case e città, anche per i nostri posteri, perché se non c’è stata oggi un’alluvione non significa che non ci potrà essere in futuro. Una cosa importante, e me ne assumo tutte le responsabilità, è quella dei piani di protezione civile: si, è vero, sono indispensabili, ma solo se sono inseriti in un più ampio contesto di sistema, con dei piani sui bacini, perchè altrimenti diventano inutili e non servono a nulla“.