Il fico è l’unica pianta dell’Eden ad essere menzionata nella Genesi, le cui foglie vennero utilizzate da Adamo ed Eva per coprire le loro nudità una volta cacciati da Dio. Il fico viene citato più volte nella Bibbia, come simbolo di prosperità, come veicolo di conversione e rimedio, come simbolo del tempo supplementare che viene concesso agli uomini per raggiungere la fede. Il fico comune, il cui nome scientifico è Ficus carica, è una pianta appartenente alla famiglia delle Moraceae, le cui origini vengono fatte risalire alla Caria, regione dell’Asia minore.
Si hanno testimonianze della sua coltivazione nelle prime civiltà agricole di Mesopotamia, Palestina ed Egitto, da cui si diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo. Ra, il dio Sole venerato dagli Egizi, rinasceva ogni giorno dall’albero del fico, si narra che la regina Cleopatra venne uccisa dal morso di un serpente velenoso nascosto in un cesto pieno di fichi maturi; si dice che fu uno di questi frutti a far prendere al Senato romano la decisione di distruggere Cartagine. In una seduta in cui si deliberava sulla guerra con questa potenza, Catone, mostrando un fico ai suoi colleghi disse: “Da quando credete che questo fico sia stato raccolto? A giudicare dalla sua freschezza è poco tempo. Ebbene, questo fino tre giorni fa era a Cartagine. Giudicate quanto il nemico ci è vicino!” ( Carthago delenda est).
Nell’antica Grecia, il fico era considerato un frutto altamente erotico al quale sono legati molti miti; oltre ad essere un albero sacro, la cui nascita era attribuita al dio Dionisio. Si dice che Polifemo usasse il succo prodotto dal fico per coagulare il latte e produrre formaggi nella sua grotta ed Aristotele, in un suo scritto, documenta la coagulazione del latte di origine animale e quella col succo di fico. Platone, soprannominato “mangiatore di fichi”, raccomandava agli amici di mangiarne in quantità perché, a suo dire, rinvigorivano l’intelligenza. I Romani ne erano particolarmente ghiotti e all’epoca era abituale mangiare fichi come antipasto, insaporiti con sale, aceto, garum (una specie di salsa di pesce). Pensavano che mangiare fichi aumentasse la forza dei giovani, migliorasse la salute dei vecchi e che addirittura avesse l’effetto di ridurre le rughe. La convinzione che il fico vantasse proprietà erotiche venne ribadita dalla Scuola Medica Salernitana e, secondo la medicina popolare, due giovani sterili potevano ricorrere allo stratagemma di staccare due foglie di fico dall’albero e metterle sotto un cuscino, convinti che questo metodo potesse influenzare la procreazione.
Tanto per essere pignoli, quel gustoso e zuccherino ricettacolo di semini che noi chiamiamo “frutto”, è in realtà un fiore avvolto su sé stesso, nel cui interno troviamo i frutti veri e propri, quelli che noi siamo abituati a chiamare semi. Un fico fresco maturo contiene il 75-80% di acqua, il 10-15% di zuccheri e nelle sue restanti parti è formato da acidi organici, ceneri e fibra grezza. I semi, le mucillagini e le sostanze zuccherine contenute in esso, fresco o secco, hanno delicate proprietà lassative, utili per esempio per i bambini; gli enzimi digestivi che facilitano l’assimilazione dei cibi, il manganese, il calcio, il bromo e le vitamine A, B1, B2, PP e C gli conferiscono proprietà digestive; ha proprietà nutritive, essendo ricco di potassio, calcio, essenziale nella formazione delle ossa, che aumenta la densità ossea e ne facilita il corretto sviluppo; ferro, utile nelle persone con anemia o con problemi di crampi; ha proprietà antinfiammatorie, per cui viene utilizzato per effettuare impacchi sugli ascessi e per contrastare i gonfiori, per combattere foruncoli, infiammazioni urinarie e polmonari, stati febbrili, gastriti e coliti. I fichi contengono lignina, una fibra vegetale che combatte la stipsi cronica e i disturbi intestinali. Quelli freschi forniscono solo 65 calorie per 100 gr.;quelli secchi, ricchi di zucchero, forniscono 280 calorie per 100 gr.
Hanno un medio indice di sazietà, anche se possono causare allergie in soggetti predisposti (se il frutto non è maturo, il latte che è contenuto all’interno ha un’azione irritante).La medicina popolare utilizza il lattice che sgorga dai tagli, che contiene amilasi e proteasi, per eliminare calli, verruche e macchie dalla pelle per l’azione caustica e proteolitica; mentre i semi sono utili nei casi di stitichezza, stimolando la peristalsi intestinale. Il fico è un ottimo amico del cuore grazie all’elevato contenuto di polifenoli, antiossidanti naturali che, tra i tanti compiti, proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi, hanno azione anticancerogena e combattono il colesterolo cattivo, contribuendo a ridurlo. I fichi si sposano perfettamente con gli alimenti della cucina italiana, uniti a risotti e pizze, a macedonie e dolci, accompagnando il prosciutto e i vari formaggi, oppure utilizzandoli nella preparazione delle confetture. In frigo si possono conservare circa 2 giorni. Possono però essere congelati, ma vanno consumati entro 30 gg. Quelli secchi devono essere lasciati in un luogo fresco e asciutto e consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione.